INTERESSE PRIVATO IN ATTO PUBBLICO? nooooooo!!!!


...... .condivise sul punto le osservazioni dell'opponente sia in ordine alla ILLEGITTIMITA' della PARTECIPAZIONE del
SINDACO alla C.E.C. sia alla mancata astensione da parte
della stessa dal prendere parte alla DISCUSSIONE sino alla VOTAZIONE di delibere riguardanti gli INTERESSI propri nonchè di PARENTI o di affini fino al 4° grado.......



......a cui vanno aggiunti altresì i rilievi della CONSULENZA disposta dal P.M. che ha affermato la ILLEGITTIMITA' della CONCESSIONE edilizia relativa all'abitazione del RISO sita all'interno del piano di lottizzazione "LA PALOMA" .........

......Dispone che il P.M. formuli, entro dieci giorni, l'IMPUTAZIONE dei confronti di RISO NAPOLEONE e PORTOBELLO GASPARE in ordine ai REATI di cui agli art 323 e 328 c.p........


licenza edilizia rilasciata
6 giugno 2006

CONSIGLIO COMUNALE 10 MARZO 2008

....vi faccio pagare i danni morali......vi arriverà la parcella dell'avvocato perchè i soldi dei miei figli non si toccano.... vi dovete dimettere perchè la mozione di sfiducia nei miei confronti è stat respinta dal TAR ed avete procurato un danno al Comune... avete speculato con il PRG e ve la vedete con la Procura .... avete girato con le carte del PRG ed ora i cittadini vengono a ringraziarvi.... Urlando forte e chiaro CONTRO.. : " Se mi denunci ti faccio saltare in aria Ti faccio vedere chi sono io" La coerenza politica non abita nelle loro coscienze, come dimostrano anche diversi atti che hanno approvato a colpi di maggioranza e che il tempo implacabile valuterà........di valutare se fossero esistiti i presupposti per richiedere un risarcimento danni morali per calunnia e diffamazione sia per me che per il Vice Presidente del Consiglio.......

" salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazioni di norme di legge o regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sè o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. La pena è aumentata nei casi in cui il vantaggio o il danno hanno un carattere di rilevante gravità"

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giovedì 9 marzo 2017

GENCHI GIOACCHINO IL DIRIGENTE ASSESSORATO TERRITORIO AMBIENTE REGIONE SICILIA Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-03557

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-03557




Atto n. 3-03557 (con carattere d'urgenza) 



Pubblicato il 8 marzo 2017, nella seduta n. 779



CATALFO , GIARRUSSO , SANTANGELO - Ai Ministri per la semplificazione e la pubblica amministrazione, per gli affari regionali e dell'interno. -

Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:
nel 2006, il dottor Gioacchino Genchi, chimico responsabile del servizio 3 "Tutela dall'inquinamento atmosferico" del Dipartimento territorio e ambiente della Regione Siciliana concludeva con atto di diniego alle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera l'iter istruttorio sui 4 sistemi previsti dal piano di gestione dei rifiuti della Regione che individuava 4 impianti di incenerimento destinati alla chiusura del ciclo dei rifiuti: a Palermo per la Sicilia occidentale; ad Augusta (Siracusa) per la Sicilia sudorientale; a Paternò (Catania) per la Sicilia nordorientale; a Casteltermini (Agrigento) per la Sicilia sudoccidentale;
l'8 gennaio 2007, con anticipo di ben 14 mesi dalla scadenza del contratto di lavoro, veniva revocato l'incarico al dottor Genchi, per tenerlo, da quel momento e per 6 anni e 4 mesi, unico caso senza precedenti e seguenti nella storia dell'amministrazione della Regione Sicilia, senza incarico dirigenziale e senza alcun carico di lavoro;
il 27 giugno 2007 il presidente della Regione, sentito dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse, imputava al dottor Genchi di avere bloccato la costruzione dei 4 inceneritori;
nello stesso periodo una missiva anonima recapitata a casa di Genchi gli preannunciava che, a causa delle mancate concessioni alle emissioni in atmosfera degli inceneritori, sarebbe andato incontro ad una lunga serie di atti persecutori, in quanto aveva messo in pericolo operazioni di malcostume politico fonti di illecito profitto;
ad aprile 2008 l'attività lavorativa di Genchi per l'anno 2006 veniva valutata con il punteggio di 58,01, che, seppure rientrante nel range di valutazione positiva, gli precludeva l'assegnazione della cosiddetta indennità di risultato;
il 3 aprile 2009 l'assessore della Regione per il territorio e l'ambiente, Giuseppe Sorbello, riferiva alla Giunta regionale, in modo ad avviso degli interroganti non veritiero, che al dottor Genchi era stata attribuita per l'anno 2006 una valutazione negativa e chiedeva l'irrogazione di sanzioni; senza controllare la veridicità delle affermazioni dell'assessore Sorbello e negando persino l'evidenza "aritmetica" che il punteggio della scheda valutativa (58,01 era maggiore di 49 cioè della soglia minima della valutazione negativa), inibiva il dirigente dal ricoprire incarichi equivalenti al precedente per 4 anni, uno in più dei 3 previsti dalla legge; la Giunta, inoltre, convalidava il decreto della revoca dell'incarico del dottor Genchi pur definendolo "viziato da incompetenza";
il 27 luglio 2009, dopo appena 3 mesi dalla delibera, il presidente della Regione, su parere favorevole dell'Ufficio legislativo e legale della Regione e del Consiglio di giustizia amministrativa, accoglieva il ricorso straordinario del dottor Genchi, annullava la revoca del suo incarico e dava mandato al Dipartimento di dare esecutività al provvedimento, cioè di procedere al reintegro del dirigente nelle sue funzioni di responsabile di Servizio;
nessuno dei dirigenti generali avvicendatisi alla direzione del Dipartimento dava, a parere degli interroganti colpevolmente ed omissivamente, esecutività al decreto presidenziale, lasciando Genchi privo di ogni incarico;
a dicembre 2009, una commissione d'indagine del Dipartimento, istituita a seguito di ripetute richieste del dottor Genchi, accertava che la sua valutazione era stata irregolare per la semplice ragione che il procedimento non si era neppure concluso, poiché erano stati preclusi al dirigente l'informazione, la partecipazione ed il contraddittorio;
a marzo 2010, Genchi chiedeva alla Giunta di annullare in autotutela la precedente delibera basata su presupposti non veritieri anche sotto l'aspetto aritmetico, e che gli accertamenti della stessa amministrazione avevano concluso per l'irregolarità della valutazione, oltre al fatto che, soprattutto, il decreto presidenziale aveva annullato in via definitiva la revoca dell'incarico;
a giugno 2010, incurante di ogni evidenza, la Giunta confermava la precedente delibera, cioè confermava il falso del punteggio 58,01 minore di 49, disconosceva l'irregolarità della valutazione accertata dalla stessa amministrazione, confermava la violazione di legge con cui era stata irrogata al dottor Genchi la sanzione di 4 anni non solo illegittima, ma persino eccedente di un anno il limite di 3 anni previsto per legge e, a giudizio degli interroganti incredibilmente, confermava per esistente il decreto di revoca dell'incarico annullato già da 9 mesi dal decreto del presidente della Regione;
a novembre 2010, a seguito di ripetute richieste del dottor Genchi, l'amministrazione instaurava il contraddittorio che avrebbe dovuto effettuare, secondo legge, 2 anni e 9 mesi prima e concludeva che anche nel merito le contestazioni a lui mosse erano erronee ed infondate;
a dicembre 2011 il Tribunale di Palermo, Sezione lavoro, a conferma degli stessi accertamenti, stabiliva che il punteggio della valutazione doveva essere riconsiderato al di sopra della soglia di 70 punti, cioè del limite per conseguire l'indennità di risultato; l'assessorato veniva condannato a pagare al dottor Genchi l'indennità e le spese processuali;
anche dopo la sentenza del Tribunale del lavoro, Genchi non veniva reintegrato nell'incarico e continuava ad essere tenuto senza alcun carico di lavoro, cioè pagato per non lavorare;
il 30 aprile 2013, a giudizio degli interroganti dopo 6 anni e 4 mesi di ostracismo più bieco e di annientamento lavorativo, Genchi tornava ad essere nominato responsabile di servizio, non presso il Dipartimento ambiente che gli si era opposto pervicacemente per tanti anni e fino all'ultimo, ma al Dipartimento attività sanitarie ed osservatorio epidemiologico, e ad occuparsi di "sicurezza alimentare";
il 1° marzo 2014 Genchi andava in quiescenza per raggiunti limiti d'età;
il 18 febbraio 2015 il giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Palermo disponeva il giudizio (il processo è in corso di svolgimento) per gli artefici della valutazione artefatta, cioè i 3 componenti lo staff di valutazione, il dirigente generale pro tempore all'epoca della valutazione e quello in carica nel 2010 alla direzione del Dipartimento territorio e ambiente per il reato previsto e punito dagli artt. 110 e 81 e art. 323, comma 2, del codice penale, per avere abusato del loro ufficio nella procedura di valutazione del dottor Genchi, arrecandogli un danno ingiusto di rilevante gravità, sia per la mancata corresponsione della prevista indennità per il raggiungimento degli obiettivi prefissati sia per la mancata progressione di carriera;
il 19 marzo 2015 Genchi ha chiesto al presidente della Regione di prendere atto che le deliberazioni della Giunta n. 116/2009 e n. 241/2010 erano state adottate sui presupposti falsi e mendaci dell'inesistente valutazione negativa e che esse avevano determinato sanzioni ingiuste e lesive ai suoi danni, persino in violazione dell'art. 40 del contratto collettivo regionale di lavoro della dirigenza; la delibera n. 241/2010, addirittura, aveva convalidato la revoca dell'incarico dirigenziale del 2007, già annullato in via definitiva da 10 mesi con decreto presidenziale del 2009. Pertanto, ha richiesto di procedere, in autotutela, al loro annullamento;
dal 19 marzo 2015 si è assistito a un rimando di competenze tra la segreteria della Giunta, il presidente della Regione e la Giunta stessa, l'assessore per il territorio e l'ambiente, il suo capo di gabinetto ed il dirigente generale del Dipartimento, su chi avrebbe dovuto valutare che il punteggio di 58,01 corrispondesse a valutazione positiva o negativa, cioè se il punteggio di 58,01 fosse maggiore (valutazione positiva) o minore (valutazione negativa) di 49;
come si legge in un estratto sul blog "libera isola delle femmine" del 18 febbraio 2017, il 14 maggio 2015 il dirigente generale del Dipartimento ambiente, incaricato dalla Giunta regionale di procedere alla valutazione aritmetico-amministrativa del 58,01 e 49 concludeva che «È da ritenersi evidente ed indiscutibile l'asserzione che il punteggio di 58 costituisce una valutazione senza demerito, ovvero non negativa, poiché non inferiore a 50 punti»;
il 15 giugno 2015, tuttavia, il presidente della Regione comunicava al dottor Genchi che la Giunta, nella seduta del 7 giugno, in conformità ad un imprecisato parere dell'Avvocatura dello Stato, aveva ritenuto l'inopportunità, in atto, di pronunciarsi al riguardo, non rispettando, quindi, l'indiscutibile asserzione citata e rimettendo in discussione se 58,01 fosse maggiore o minore di 50;
l'11 settembre 2015 il dirigente generale cambiava idea sulla valutazione aritmetica ed evidenziava alla Giunta "l'opportunità di astenersi, al momento, da qualsiasi iniziativa relativa ai provvedimenti finora emessi nei confronti del dr. Genchi";
il 14 settembre 2015 la Giunta recepiva le conclusioni del dirigente generale;
il 17 novembre 2015 il responsabile per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza, più volte sollecitato da Genchi ad intervenire sui fatti, comunicava che, dopo approfondita istruttoria, aveva trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica di Palermo;
l'11 febbraio 2016 la Corte d'appello del Tribunale di Palermo rigettava il ricorso dell'Assessorato per il territorio e l'ambiente avverso la sentenza del Tribunale del lavoro, confermava le ragioni del dottor Genchi e condannava nuovamente l'amministrazione al pagamento delle spese processuali;
il 7 giugno 2016 la Giunta regionale, senza prendere in considerazione la sentenza della Corte d'appello che, in ogni caso, come quella del Tribunale del lavoro, non attiene alla questione della falsità delle delibere sulla valutazione, bensì se al dottor Genchi spettasse o meno l'indennità di risultato, decideva ancora una volta, su parere dell'Avvocatura dello Stato e prima ancora dell'Ufficio legislativo e legale, di non assumere decisioni;
considerato che:
l'inibizione di anni 4 dal ricoprire incarichi equivalenti a quello revocato è stata inflitta ad avviso degli interroganti in contraddizione con quanto previsto dall'art. 40 del vigente contratto collettivo regionale di lavoro dell'area della dirigenza che prevede che, in casi analoghi, la stessa non debba essere superiore a 3 anni;
a quanto risulta, le schede di valutazione non recano in calce le firme dei dirigenti preposti violando, di fatto, i principi del giusto procedimento, di imparzialità e di trasparenza;
in particolare, "il Fatto Quotidiano" del 7 gennaio 2017 riporta che «La discutibile "sanzione", applicata per la prima volta (e mai più da allora), è stata decisa con una velocità da fare invidia. Titoli professionali, carriera, impegno lavorativo, immagine personale, di colpo tutto azzerato. Discorso chiuso? Affatto, perché nella fretta è sfuggito alla giunta Lombardo un importante dettaglio. Il funzionario, infatti, non aveva riportato alcuna valutazione negativa rispetto all'attività svolta. La soglia minima per "bocciare" un dipendente è fissata a quota 50 punti, mentre a Genchi era stata assegnata una valutazione di 58,01: in pratica mancavano i presupposti legali a supporto dell'incredibile sanzione inibitoria, per il semplice fatto che il dipendente non aveva demeritato neanche nel punteggio che gli era stato assegnato dai suoi superiori. Tutto risolto dunque? Ma neanche per idea. Iniziano gli immancabili ricorsi. Due commissioni di verifica interne danno ragione a Genchi. Lo stesso governatore accoglie il ricorso straordinario e "annulla" la revoca dell'incarico.»;
considerato infine che a parere degli interroganti, quanto evidenziato dimostrerebbe che il dirigente sarebbe stato destinatario di una serie di provvedimenti e condotte vessatorie da parte dei massimi vertici politici della Giunta regionale ed amministrativi del Dipartimento territorio e ambiente succedutisi nel tempo, di cui non si ha memoria di analoghi precedenti, oggettivamente volti ad estrometterlo dalle rilevanti funzioni dirigenziali ricoperte,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti;
se non ritengano necessario attivarsi, per quanto di rispettiva competenza, affinché venga disposto un accertamento al fine di verificare se sussistano condotte discriminatorie nei confronti del dirigente e, in tale ipotesi, siano annullate le delibere di Giunta anche alla luce delle citate pronunce a favore del dottor Genchi e la descritta violazione dell'art. 40 del contratto collettivo regionale di lavoro.
http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Attsen/00029066.htm
http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Attsen/00029174.htm
http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Attsen/00029106.htm
http://liberaisoladellefemmine.blogspot.it/2017/02/cuffaro-genchi-pellerito-e-i-4.html
http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/07/sicilia-sullisola-la-matematica-e-relativa-lo-strano-caso-del-dottor-genchi/3299042/


Sicilia, “sull’isola la matematica è relativa: lo strano caso del dottor Genchi”
Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Lino Buscemi

Nella Sicilia dei paradossi può succedere, anche, che si apra, nelle sedi istituzionali della Regione e dintorni, un’ incredibile quanto oziosa disputa, a suon di carte e pareri, attorno ad un singolare dilemma aritmetico. Vero è che nella terra di ArchimedeEmpedocleGorgia e Pirandello, nulla è certo e tutto è relativo, ma con l’aritmetica non si scherza. Non c’è partita. Non si può, avventatamente, andare contro la logica, l’evidenza, l’inoppugnabile. A meno che , sprovvisti di buon senso, pur di fare un torto a qualcuno, si cerca di confondere le acque insinuando dubbi pur di arrecare danni al prossimo. Ne sa qualcosa il dottor Gioacchino Genchi (solo omonimo del noto ex poliziotto ndr), già dirigente chimico della Regione, che da quasi 8 anni impatta contro il muro di gomma, fatto di alchimie numerico-amministrative, di governi e burosauri della Regione che rifiutano di riconoscere – e non siamo su Scherzi a parte- che 58 è un punteggio maggiore di 50. Ma andiamo con ordine. Genchi, inflessibile dirigente , è stato per anni il responsabile dell’Ufficio Tutela dall’inquinamento atmosferico ed ha avuto il gravissimo torto di essersi messo contro l’uso del pet coke come combustibile, contro le aziende che fabbricavano laterizi con i fanghi di risulta industriali, contro i miasmi della distilleria più grande d’Europa e, imperdonabile, di avere stoppato, a quanto sembra, l’affaire miliardario degli inceneritori previsto dal piano rifiuti adottato dalla giunta di Totò Cuffaro, l’ex governatore poi condannato definitivamente per favoreggiamento alla mafia .
Ad aprile del 2009 la giunta presieduta da Raffaele Lombardo – condannato per concorso esterno a Cosa nostra, ma solo in primo grado – infligge a Genchi 4 anni (uno in più del massimo previsto dalla leggi) di inibizione dall’incarico ricoperto per avere riportato una “valutazione negativa” con riferimento all’attività svolta nel 2006 ( l’anno dello stop agli inceneritori). La discutibile “sanzione”, applicata per la prima volta (e mai più da allora), è stata decisa con una velocità da fare invidia. Titoli professionali, carriera, impegno lavorativo, immagine personale, di colpo tutto azzerato. Discorso chiuso? Affatto, perché nella fretta è sfuggito alla giunta Lombardo un importante dettaglio.  Il funzionario, infatti, non aveva riportato alcuna valutazione negativa rispetto all’attività svolta. La soglia minima per “bocciare” un dipendente è fissata a quota 50 punti, mentre a Genchi era stata assegnata una valutazione di 58,01: in pratica mancavano i presupposti legali a supporto dell’ incredibile sanzione inibitoria, per il semplice fatto che il dipendente non aveva demeritato neanche nel punteggio che gli era stato assegnato dai suoi superiori. Tutto risolto dunque? Ma neanche per idea. Iniziano gli immancabili ricorsi. Due commissioni di verifica interne danno ragione a Genchi. Lo stesso governatore accoglie il ricorso straordinario e “annulla” la revoca dell’incarico. Il Tribunale del lavoro condanna l’amministrazione, dopo avere accertato che anche il punteggio (58,01) era artefatto e frutto di contestazioni infondate. La Corte d’appello conferma la condanna (siamo ad oltre 20 mila euro), mentre i 5 artefici della cosiddetta valutazione farlocca finiscono sotto processo (attualmente in corso).
Il lettore penserà: ma con questa mole di vittorie in tribunale, nel frattempo Genchi sarà stato reintegrato. E le delibere false annullate. Ma quando mai. Nel Palazzo “resistono” con il silenzio, perché non sanno che pesci pigliare. Intanto, arriva il governatore Crocetta che, come è noto, in quanto a propositi rivoluzionari non è secondo a nessuno. Genchi gli scrive e chiede, con garbo, di prendere formalmente atto che per aritmetica elementare 58,01 ( già giudicato fasullo) è maggiore di 50 e, dunque, di annullare la delibera che attesta il fatto. Negli uffici presidenziali si interrogano: chi deve attestare se 58,01 è maggiore di 50 ? Inizia quindi un incredibile balletto istituzionale e burocratico. La segreteria della Giunta declina la competenza ( è priva di un matematico?), seguita a ruota dalla giunta di governo. Ma Crocetta – l’ha più volte dimostrato nelle sue ripetute e sussultorie apparizioni televisive da Giletti – è uno che sui problemi “spinosi” è subito disponibile a metterci una croce sopra. Lampo di genio, la croce, anzi il Croce, ce l’ha in Giunta, è il dottor Croce Maurizio, assessore all’Ambiente. Quale migliore occasione d’incaricare costui a sbrogliare la matassa? Per la verità un alto funzionario, ovvero il Dirigente generale dell’Ambiente aveva già formalmente attestato che 58,01,poiché maggiore di 50, corrisponde a valutazione positiva.
Dopo un momento di meditazione, però, anche l’assessore Croce ha avuto una brillante idea: decise, nientemeno, di formulare, non una, ma addirittura due richieste di parere: la prima all’Avvocatura dello Stato e l’altra all’ufficio legislativo della Regione. Vista la rilevanza della questione il nostro avrà pensato che solo i giureconsulti dello Stato e della Regione, sarebbero stati in grado di dipanarla. Che dire? Il sospetto che si voglia “menar il can per l’aia”, è più che legittimo. Ma a che pro? E con quali risultati? Il commissario dell’Anticorruzione, Raffaele Cantone, informato da Genchi, allarga le braccia, riscontra “ gravi carenze “ nella trasparenza degli atti della Regione, ma non ha margini d’intervento perché “la richiesta attiene al raggiungimento di un obiettivo personale” ( sic!). Logico dunque che il dottor Genchi, frattanto, più ostinato di prima, abbia trasferito la vicenda al palazzo di Giustizia, perché, presume, ci sarebbero tutti gli elementi necessari per avviare l’azione penale. Vedremo. Finisce qui, per ora, il pirandelliano racconto che, si è certi, non finirà di riservare altri colpi ad effetto. Ma c’è quanto basta per comprendere, al di là del caso specifico e delle abusate quanto ipocrite frasi di circostanza, che il diritto, le regole e la trasparenza, nei Palazzi del potere e in alcuni uffici della Regione diretti da cortigiani senza scrupoli, somigliano sempre più a fastidiosi ingombri da tenere a bada per non disturbare i manovratori di turno e i loro indicibili interessi.
*di Lino Buscemi


2011 21 DICEMBRE SENTENZA 6455 2011 GIUDICE DEL LAVORO PAOLA MARINO OPPOSIZIONE DECRETO INGIUNTIVO PAGAMENTO DELLA RETRIBUZIONE DI RISULTATO ANNO 2006 PROVE SEMPLIFICAZIONE INTRODUZIONE CONFERENZA SERVZI CON IL VENIR MENO DEL PARE CPTA COME AVVOCATURA DELLO STAT N 54661 27 OTTOBRE 2006 ASSESSORATRO CONDANNATO AL RICONOSCIMENTO INDENNITA DI RISULTATO A GENCHI GIOACCHINO





GENCHI 2016 SENTENZA APPELLO 178 2016 CRON 678 RGA 2013 CONFERMA SENTENZA CAUSA LAVORO 6455 2011 VALUTAZIONE

ANZA' 2015 SENTENZA 5307 CONDANNATO PER DIFFAMAZIONE A FAVORE DI GENCHI GIOACCHINO PROCEDIMENTO 3392 2008 GIUDICE MARLETTA UDIENZA 2 11 2011




ANZA', CATALFO, GENCHI GIOACCHINO, GIARRUSSO, M5S, Sansone, SANTANGELO, SENATO ATTO ISPETTIVO, TOLOMEO, CROCETTA,LOMBARDO,CUFFARO,LE JENE,PELLERITO,INCENERITORI,ITALCEMENTI,BERTOLINO


GENCHI GIOACCHINO IL DIRIGENTE ASSESSORATO TERRITORIO AMBIENTE REGIONE SICILIA Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-03557

giovedì 29 gennaio 2015

LOMBARDO, CUFFARO ED EX ASSESSORI: ACCUSE PIÙ PESANTI PER LO SMOG IMPUTAZIONE COATTA PER ANZA’ SPARMA E TOLOMEO

LOMBARDO, CUFFARO ED EX ASSESSORI: ACCUSE PIÙ PESANTI PER LO SMOG IMPUTAZIONE COATTA PER ANZA’ SPARMA E TOLOMEO








GHE PENSI MI 7 ASSESSORI   Cascio,   Interlandi,  Sorbello    Di Mauro Milone,  Parlavecchio e   Sparma 3 PRESIDENTI DI REGIONE Lombardo Cuffaro   Crocetta DIRIGENTI ASSESSORATO AMBIENTE TOLOMEO ANZA’ 







Inquinamento. Si complica la posizione processuale degli accusati. Ecco perché.

PALERMO - Si complica la posizione processuale degli ex presidenti della Regione siciliana, Raffaele Lombardo e Salvatore Cuffaro e di quattro exassessori regionali all'Ambiente: Francesco Cascio,Rossana Interlandi, Giuseppe Sorbello e Giovanni Di Mauro, tutti accusati di omissione di atti d'ufficio perché non avrebbero adottato misure per contrastare lo smog, nonostante fossero a conoscenza dei dati allarmanti sulla qualità dell'aria. Il pm di Palermo Gery Ferrara ha modificato il capo di imputazione all'udienza di oggi in cui era prevista la requisitoria. Agli ex amministratori, sulla base della legge regionale 15 del 2000, è stato contestato il non avere diffidato i dirigenti regionali a disporre i provvedimenti idonei a diminuire l'inquinamento e successivamente, vista la loro inerzia, di non avere nominato un commissario ad acta come impone la normativa.

Nella vicenda vennero coinvolti anche gli ex assessori Mario Milone, Mario Parlavecchio e Calogero Sparma e i dirigenti regionali Salvatore Anzà e Pietro Tolomeo per i quali, però, la Procura aveva chiesto l'archiviazione. Per Sparma, Ansà e Tolomeo il gip Marina Petruzzella ha disposto l'imputazione
coatta.
I livelli del biossido di azoto avrebbero oltrepassato il limite annuale per la protezione della salute umana a Palermo tra il 2002 e il 2009, a Caltanissetta e Gela tra il 2007 e il 2009, a Catania tra il 2003 e il 2009 a Messina nel 2008 e nel 2009 e a Siracusa negli anni 2007 e 2009.

(Fonte ANSA)

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IN ARRIVO LA CONDANNA DELL’UE PER LA QUALITÀ DELL’ARIA IN SICILIA

Il Piano regionale è stato copiato in buona parte da quello del VenetoINDAGINI della magistratura e anche un rinvio a giudizio disposto dal Gip presso il Tribunale di Palermo per tre dirigenti, uno dei quali ha ricoperto anche la carica di assessore
di Paolo Pataria
Polemiche. Lettere di fuoco dell’Unione europea. Un Piano della Regione siciliana copiato in buona parte dalla Regione VenetoINDAGINI della magistratura. Lo spettro di una pesante condanna da parte di Bruxelles che lo Stato farà di certo pagare alle Regioni inadempienti, Sicilia in testa. E adesso anche un rinvio a giudizio disposto dal Gip presso il Tribunale di Palermo per tre dirigenti regionali, uno dei quali ha ricoperto anche la carica di assessore regionale.

C’è di tutto e di più nella telenovela dei controlli sulla qualità dell’aria nella nostra Isola. Verifiche che le Pubbliche amministrazioni avrebbero dovuto effettuare per tutelare la salute di chi vive dalle nostre parti. Controlli che, invece, sono rimasti sulla carta, alla faccia della salute pubblica. Tutto questo senza informare minimamente gli ignari abitanti della Sicilia. Che rischiano una doppia fregatura. La prima l’hanno già scontata, se è vero che, in molti casi, respirano l’aria inquinata. A questo si aggiungerebbe la beffa di pagare, con un ulteriore aumento della tasse, la multa – molto probabile – dell’Unione europea.

E dire che, nel luglio scorso, Bruxelles ha inviato una lettera al Governo italiano sottolineando che alcune Regioni del nostro Paese, su questo delicato settore, sono fuori legge. E tra queste, neanche a dirlo, c’è la Sicilia. Adesso l’avvertimento si potrebbe trasformare in una procedura d’infrazione e, di conseguenza, in una condanna pecuniaria piuttosto salata per l’Italia. Che il Governo nazionale farebbe pagare alle Regioni inadempienti, Sicilia in testa, se è vero che la nostra regione, in materia di controlli sulla qualità dell’aria, è messa malissimo.
E mentre infuriano le polemiche sulla pesante contravvenzione che verrebbe e gravare sui bilanci già disastrati della Regione siciliana, arriva anche la notizia del rinvio a giudizio formulato dal Gip del Tribunale di Palermo, dottoressa Marina Pitruzzella, nei riguardi dei dirigenti regionali Salvatore Anzà, Pietro Tolomeo (quest’ultimo ha ricoperto la carica di dirigente generale all’assessorato al Territorio e Ambiente) e dell’ex assessore regionale e dirigente generale, Gianmaria Sparma. Il reato contestato è l’omissione di atti di ufficio in relazione, appunto, ad atti amministrativi legati alle verifiche sulla qualità dell’aria e, quindi, alla mancata tutela della salute pubblica.

Qui si apre, in modo molto più ampio, il capitolo già oggetto di un processo: le inadempienze della Regione siciliana in materia di controlli della qualità dell’aria. In questa storia non c’è soltanto la copiatura di ampi stralci, da parte di qualche dirigente dell’Amministrazione regionale, del Piano della Regione Veneto. Ci sono altre incredibili mancanze. Si scopre che, a tutt’oggi, mancano ancora i Piani di azione, ovvero le schede che dovrebbero contenere le indicazioni, zona per zona della Sicilia, sugli agenti inquinanti, e sulle azioni da intraprendere per tutelare i cittadini. In pratica, nella nostra Isola non è stato fatto nulla.

Insomma, la Regione è recidiva. E questo potrebbe rendere ancora più pesante (soprattutto per le “casse” regionali) la condanna di Bruxelles. Concetto, questo, che è stato espresso con chiarezza dal parlamentare europeo siciliano, Ignazio Corrao (Movimento 5 Stelle): “In Sicilia il piano ambientale è copiato da quello della Regione Veneto ed cittadini pagheranno di tasca propria l’inadempienza degli uffici regionali dato che l’Europa ha già avviato le procedure di infrazione”. Corrao ha rilasciato questa dichiarazione quando ha presentato, su tale vicenda, un’interrogazione alla Commissione europea. Oggi la storia si presenta in termini più gravi. Si sa, ad esempio, che nelle aree a rischio della Sicilia solo Milazzo ha messo a punto qualche azione che potrebbe porre questa cittadina al di fuori della procedura d’infrazione comunitaria. Per il resto, con riferimento a Gela, Melilli, Priolo e Augusta sarebbe stato fatto poco o nulla.

Il problema non riguarda solo le aree a rischio, ma un po’ tutta la Sicilia. Soprattutto per ciò che riguarda le Pm 10, cioè la presenza, nell’aria, di polveri con diametro inferiore a 10 micron (con riferimento alle automobili diesel e agli euro 4 che presentano problemi di particolato, cioè delle particelle di piccolissime dimensioni sospese nell’aria). Agenti inquinanti che sono considerati tra i più pericolosi in assoluto per la salute umana. Su questo tema non mancano gli interrogativi: queste polveri presenti in tante città dell’Isola sono prevalentemente terrigene (arrivano, cioè, grazie a giornate ventose) e quindi sono comunque dannose, ma con produzione di danni limitati? Oppure nella presenza di Pm 10 c’è una notevole componente di incobusti da traffico urbano? In questo secondo caso il problema sarebbe più grave.

Ancora: la concentrazione degli ossidi d’azoto segue l’andamento di quella delle polveri, oppure, a causa del vento, è bassa perché soggetta a maggiore dispersione? Da non sottovalutare, poi, l’inquinamento che si registra nei porti della Sicilia, quando i motori rimangono in funzione.

Insomma riguarda le aree urbane siciliane con intenso traffico automobilistico. L’esempio di Palermo potrebbe essere rappresentato dalla Circonvallazione, dove l’inquinamento è notevole.



PIANO RISANAMENTO QUALITA' DELL'ARIA CONSULENZA CTU SANNA PROCEDIMENTO 17603 2012 EX 9963 2009 PROCESSO ASSESSORI E DIRIGENTI PARTE PRIMA 







PIANO RISANAMENTO QUALITA' DELL'ARIA CONSULENZA CTU SANNA PROCEDIMENTO 17603 2012 EX 9963 2009 PROCESSO ASSESSORI E DIRIGENTI PARTE SECONDA



Cambiamo Aria

lunedì 10 marzo 2014

In Sicilia aria fuorilegge: esposto in Procura ed alla UE CAMBIAMO ARIA





 Come sempre succede in questi ultimi anni in Sicilia quando si presentano delle EMERGENZE  ambientali  il movimento dei Cittadini  denuncia l’ASSENZA di UN PIANO DELL’ARIA REGIONALE  in realtà un PIANO  REGIONALE DI COORDINAMENTO PER LA TUTELA DELLA QUALITA’ DELL’ARIA  è stato approvato  GAB/176  DEL 9 AGOSTO 2007 (approvato e mai adottato per inefficacia) che porta la firma dell’Assessore Rosanna Interlandi  

Un piano dell’aria che come dimostrato NON POTRA’ mai avere una sua efficace applicazione in quanto, il PIANO approvato  nell’anno 2007  (e mai adottato per inefficacia) risulta essere il frutto della maggior parte di un COLLAGE di capitoli, paragrafi …….. integralmente trascritti da pubblicazioni di altre Enti e  di Amministrazioni quali per esempio la Regione del Veneto.
Il risultato che ne è scaturito nella redazione del PIANO  REGIONALE DI COORDINAMENTO PER LA TUTELA DELLA QUALITA’ DELL’ARIA  
UN POUT-POURRI di dati siciliani e soluzioni Venete.

Infatti il Piano   di Tutela Aria Sicilia risulta essere COPIATO per una PERCENTUALE del 47,26%  dal Piano Regionale di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera della Regione Veneto, significa : per ogni 10 righe del PIANO 5,3 sono “sicule” e 4,7 sono copiate dal Veneto- ogni 1,13 riga “sicula” ce n’è 1 “veneta”. La percentuale del 47,26%   sale al 90,00%   con le copiature dalle altre 27 fonti. Vale a dire che per ogni 10 righe del Piano, 1 è “sicula” e 9 sono il frutto del  collage “veneto ed altre fonti”

Inoltre tra gli  innumerevoli motivi di inefficacia del Piano Tutela Aria regione Sicilia, la “dimenticanza” di TUTTI gli impianti industriali della Regione Sicilia: I Petrolchimici, le Centrali Termoelettriche, I cementifici, la Distilleria  Bertolino e non da ultimo non vengono citati TUTTI gli impianti di minore dimensione ed impatto sulla qualità dell’aria.

Interrogazioni   interpellanze mozioni sono state presentate sin dal 2007 al Parlamento Europeo, al Parlamento Nazionale all’Assemblea Regionale per richiedere :L’immediato ritiro del Piano Aria approvato  nell’anno 2007  (e mai adottato per inefficacia)

Richiesta di ritiro del Piano è stata avanzata nell’audizione delle Associazioni Ambientaliste alla  Commissione Ambiente Territorio Ambiente della Regione Sicilia  del 26  settembre 2013  che vedeva la partecipazione dell’Assessore Mariella Lo Bello e del Dottor Capilli uno degli autori del Piano Aria approvato  nell’anno 2007  (e mai adottato per inefficacia)

Le dichiarazioni dell’Assessore Lo Bello e del Dr. Capilli ammettevano l’avvenuta copiatura di parti del Piano siciliano.

In particolare :
La sig.ra LO BELLO, Assessore regionale per il territorio  e l’ambiente,   esprime  compiacimento   per   le   iniziative intraprese  sull’argomento  in  merito  al  quale  ha   dato  risposta  alle  interrogazioni presentate.  
Ammette  che  il piano in questione è stato frutto di una riproduzione di  un  piano  di  altre  regioni,  ma  assicura  che  i  dati   ivi contenuti sono della Regione siciliana. E su tali dati si  è provveduto a dare attuazione mediante l’adozione di  decreti assessoriali.
[N.B.: il riferimento è ai decreti sulla zonizzazione dell'ozono e dei metalli pesanti, i quali, tuttavia, risultano affatto significativi e pieni di palesi incongruenze, con il risultato di essere inservibili]
   
Sostiene   che  il   ritiro    del    piano comporterebbe  una  lacuna
e  che,  pertanto,  sarebbe  più opportuno  procedere  ad  un  aggiornamento  dello   stesso. ……………..
Mentre il Dottor Capilli uno dei Coautori del Piano dichiara:

Il  dott.  CAPILLI  riconosce che " il documento è stato esplicitamente attinto da diverse altre fonti" e  che  il  piano  non  contiene alcunché sui cementifici, si limita a prevedere l’inventario  regionale delle emissioni.
Entrambi, nella audizione successiva, hanno avuto persino la spudoratezza di negare le loro precedenti affermazioni, non sapendo, però, che esse sono state registrate e nella registrazione quelle dichiarazioni vengono puntualmente confermate.  


In Sicilia aria fuorilegge: esposto in Procura ed alla UE  

Scritto da Il Moderatore il 7 marzo 2014







In Sicilia e a Palermo c’e una grave violazione di legge sulla rete di monitoraggio dell’aria e sulla mancata adozione del piano risanamento aria. Per questo i Verdi oggi, in conferenza stampa, hanno presentato un esposto alla Procura della repubblica di Palermo e all’Unione Europea per le violazione affinché si  indaghi sulla Regione Siciliana.
I cittadini siciliani non sanno cosa respirano, cosa mangiano e perché si ammalano nelle zone più inquinate come ad esempio Milazzo, Priolo e Gela. L’assenza di una rete di monitoraggio che misuri tutti gli inquinanti previsti dalla legge, come IPa, Diossine, BENZOAPIRENE , polveri sottili, è un fatto gravissimo che viola le disposizioni  comunitarie e nazionali. Ma non finisce qua. La Regione Siciliana non ha un piano di risanamento dell’aria, unica regione in Italia, e spiace che il presidente Crocetta, che è stato europarlamentare, non abbia provveduto a fare in modo che la regione da lui guidata rispettasse le direttive europee. Questa situazione crea gravi zone di ombra dove chi inquina potrebbe avvantaggiarsi.
La Regione Siciliana non garantisce adeguata pubblicità alla popolazione  sui livelli di inquinamento come la convezione di Aarhus prevede. Chiediamo, pertanto, alla Procura di Palermo di aprire un ‘indagine anche per sapere come sono stati spesi soldi per le bonifiche in regione. All’UE chiediamo l’apertura di un’indagine per far rispettare le direttive europee sulla qualità dell’aria . Al sindaco di Palermo ricordiamo che è il che responsabile della salute pubblica  e che, nella rete comunale di monitoraggio dell’aria, buona parte di inquinanti non sono rilevabili e classificati come n.d ( non disponibili ) e la stessa rete di monitoraggio non è conforme alla normativa nazionale ovvero la dlgs 155/2010.
http://www.ilmoderatore.it/2014/03/07/in-sicilia-aria-fuorilegge-esposto-in-procura-ed-alla-ue/




Siracusa – Verdi e Green Italia presentano esposto all’Europa sull’inquinamento nelle zone industriali siciliane


Patti e Bonelli
PATTI E BONELLI 
   (Gregorio Valvo) Siracusa, 7 marzo 2014 -  Se  Verdi e Green Italia hanno deciso di rivolgersi alle  autorità della Unione Europea in materia di ambiente, significa che non si fidano di quel che “passa il convento” a Siracusa, sul controllo della qualità dell’aria. Anche dalla conferenza stampa tenuta all’Albergo Alfeo si è ricavato che  ancora oggi per Angelo Bonelli, Peppe Patti e Fabio Granata neanche l’Arpa è ritenuta affidabile. All’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, secondo i partiti ambientalisti,  mancano gli strumenti necessari per rendere comprensibili di dati che pubblicano. In sostanza i cittadini non sono messi in condizione di avere una lettura chiara di quel che sono costretti a respirare. 
Il tavolo della conferenza stampa
IL TAVOLO DELLA CONFERENZA STAMPA 
L’esposto presentato alla Commissione Europea per l’Ambiente e al Commissario europeo riguarda i siti d’interesse nazionale di Priolo, Milazzo e Gela e contiene una articolata denuncia relativa al rischio ambientale esistente a causa delle industrie che insistono in questi territori. La popolazione si vede costretta a restare senza informazione sullo stato dell’aria e neanche degli sforamenti dei valori elaborati. Il benzene sembra essere il maggiore indiziato per quel che attiene il danno alla salute dei cittadini che vivono nelle zone interessate. Ovviamente, Bonelli, Patti  e Granata  dedicano un ampio stralcio alle mancate bonifiche del terreno  perchè fanno notare  che “ è stato accertato che le falde sono state inquinate da Idrocarburi come nel caso di Priolo”.  Hanno detto chiaramente ” non ci fidiamo di quel che accade da noi ecco perchè abbiamo dovuto interessare la Procura della Repubblica di Siracusa e le autorità della UE”. E’ stato chiarito che si tratta di un altro passo avanti nella lotta per l’ambiente che in provincia di Siracusa lascia molto a desiderare per la mancanza di collaborazione con gli enti preposti ai controlli.  Pubblichiamo il testo del documento denuncia che l’Europa dovrà esaminare e valutare eventuali sanzioni.
 Esposto oggetto della conferenza stampa tenuta dai VERDI e GREEN ITALIA, tenuta dai cordinatori nazionali Angelo Bonelli e Fabio Granata!
Alla commissione europea per l’ambiente -  Al commissario europeo per l’ambiente Janez Potočnik
Sicilia, siti Priolo, Milazzo e Gela. Violazione direttive europee qualità aria e convenzione Aarhus.
Nella regione Sicilia insistono tre SIN Milazzo, Priolo e Gela, siti di interesse nazionale da bonificare, ad alto rischio ambientale. In queste tre aree la rete di monitoraggio della regione Sicilia gestita dall’agenzia regionale per la protezione ambientale monitora solo il benzene. Esiste un’altra rete denominata SIRVIANET, la cui accessibilità via web non sempre è possibile che pubblica dati derivanti dalle reti di monitoraggio delle province e dei comuni successivamente valicati dall’Arpa.

Da valutazioni effettuate la rete di monitoraggio della qualità dell’aria non risulta conforme alle disposizioni di legge regolate dal Dlgs 155/10 e dalla direttiva europea sulla qualità dell’aria .
In particolare la rete di monitoraggio dell’ARPA Sicilia a Siracusa ha due stazioni classificate con il nome di MEGARA e SASOL. Dette stazioni non rispondono ai requisiti di legge in quanto non monitorano gli inquinanti previsti come : SO2, CO, NO2, O3, Pm10,Pm2,5, e i valori obiettivo per nichel, cadmio, arsenico e benzopirene cosi come disciplinati dalla direttiva europea del 2004/107/CE.
La stazione in oggetto monitora solo il benzene. Ma questa situazione è analoga per altre realtà territoriali alto rischio ambientale e classificate come SIN come Milazzo e Gela.
Per quanto riguarda il benzene non è riportato nel sito di ARPA Sicilia il valore medio annuo relativo al 2013 che per legge è previsto in 5 nanogrammi/metro cubo .
Nella stazione MEGARA di Siracusa si riscontrano gravi superamenti del benzene, seppur su base giornaliera: ad esempio il 4 e 5 gennaio 2014 il benzene ha raggiunto il valore di 111,5 nanogrammi/ metro cubo nella stazione MEGARA. Per quanto concerne la stazione SASOL per il 2014 non sono pubblicati dati.
Per quanto riguarda le due stazioni di Milazzo i dati del benzene non sempre sono riportati e risultano n.d. Nella stazione Pace del Mela si riscontrano valori giornalieri ampiamente superiori a 5 ng/mc ma non si conosce il dato annuale. L’assenza della pubblicazione del report annuale sul benzene da parte di ARPA Sicilia non consente di conoscere se l’ente preposto alla vigilanza , l’ARPA, abbia certificato la violazione del superamento del valore dei 5 nanogrammi / metro cubo in base al quale devono scattare le misure come previsto dall’art.9 del decreto legislativo 155/10.
Nel sito Arpa Sicilia sono pubblicati i dati della rete SIRVIANET ma anche questa rete non risponde a requisiti di legge in quanto non sono disponibili i dati dei seguenti inquinanti: CO, delle PM2,5 e degli IPA con un monitoraggio incompleto di NO2 e SO2 nel resto delle stazioni di monitoraggio si registra il non rilevamento degli idrocarburi non metanici.
A proposito dell’incompletezza dei dati delle stazioni di monitoraggio e della loro non conformità con la legge prima il DM 60/02 e poi il DLgs 155/10 allego una lettera del Dott. Francesco Licata Di Baucina che in data 17.010.2014 conferma quanto da noi contestato in una conferenza stampa del 16.01.2014 tenutasi a Siracusa, ovvero la non conformità alla legge della rete monitoraggio Arpa Sicilia.
In base al DM 60/02 e oggi con l’art.5 comma 1 del Dlgs 155/10 alla valutazione della qualità dell’aria e all’adozione delle misure di risanamento provvedono le regioni, ed in questo caso la regione Sicilia che ancora non ha provveduto all’adozione del piano di risanamento dell’aria regionale cosi come anche previsto dalla direttiva europea sulla qualità dell’aria.
Quello che lascia preoccupati in tema di inquinamento ambientale e quindi delle gravi conseguenze in materia di tutela della salute è che la rete di monitoraggio non risponde alle esigenze di informazione al pubblico dei dati prevista dal DM 60/02 poi dal Dlgs 155/10 e delle direttive europee sulla qualità dell’aria e della convenzione di Aarhus. L’assenza dei dati e di una pubblica informazione degli stessi crea un ombra preoccupante su quelle che negli anni sono state le conseguenze all’ambiente in materia di contaminazione delle falde , dei terreni , delle acque,dell’aria e di quale può essere il livello di contaminazione delle matrici biologiche e della catena alimentare. Le conseguenze ambientali descritte hanno una diretta conseguenza sulla salute della popolazione residente limitrofa al polo petrolchimo di Priolo, Augusta, Melilli, Gargallo e della città di Siracusa.
Gli scriventi chiedono alla commissione europea per l’ambiente di verificare se l’Italia, in relazione alla regione Sicilia ed in particolare per i tre siti di Siracusa, Milazzo e Gela ha violato le direttive in materia di qualità dell’aria e della convenzione di Aarhus.
In particolare per mancata:
adozione piano risanamento aria da parte della regione Sicilia
misurazione di sostanze inquinanti dannose alla salute nelle aree ricadenti nel perimetro del Sin e se si diffondano gas, vapori, sostanze aereiformi e sostanze solide ( polveri ecc ) contenenti sostanze pericolose per la salute dei lavoratori operanti all’interno degli impianti e per la popolazione dei vicini centri abitati di Priolo, Melilli, Augusta, Siracusa, Gela e Milazzo riguardo a Benzoa pirene, idrocarburi non metanici, Ipa,composti solforati quali propilmercaptano, tiofene, isobutilmercaptano, diossine, furani, benzene, metalli pesanti e polveri
verifica se i livelli degli inquinanti succitati provenienti dai fumi dei camini, delle torce o da emissioni fuggitive si ritrovino nei terreni circostanti dei siti succitati
pubblicizzazione alla popolazione del livello degli inquinanti nell’aria
INOLTRE NON E’ NOTO:
se all’interno degli impianti produttivi ricadenti nel polo petrolchimico siano osservate tutte le misure idonee ad evitare la dispersione incontrollata di fumi, polveri e inquinanti nocivi alla salute dei lavoratori e della popolazione limitrofa.
se i valori di emissione delle sostanze inquinanti come diossine, furani, composti solforati, idrocarburi non metanici, benzoapirene, metalli pesanti, benzene, monossido di carbonio, Ipa, polveri e tutto quanto espressamente previsto dalla legge siano conformi alle disposizioni normative comunitarie, nazionali e regionali in vigore
quali siano i piani di evacuazione in caso di incidente rilevante, dato che la popolazione non è informata dell’esistenza dei suddetti piani.
INFORMIAMO LA COMMISSIONE EUROPEA PER L’AMBIENTE CHE:
è stato accertato che le falde sono state inquinate da Idrocarburi come nel caso di Priolo.
ad oggi nessun piano di bonifica e risanamento ambientale è stato avviato nei siti inquinati, tranne sporadici e non complessivi interventi nonostante ingenti risorse economiche, anche comunitarie, siano state investite. Le conseguenze dell’inquinamento sulla salute della popolazione destano preoccupazione. A Priolo-Siracusa vi è un’incidenza di nascituri geneticamente malformati pari al 5.6%. Ad esempio lo studio epidemiologico dell’ISS denominato studio Sentieri nel periodo 1995-2000 e 2001 -2005 ha evidenziato un eccesso di mortalità tra la popolazione di Priolo,Melilli, e Siracusa. A Gela invece secondo lo studio dell’osservatorio regionale epidemiologico il tumore infantile è al +159,2%. L’analisi delle tabelle sulla «mortalità» in alcuni casi sono persino peggiori rispetto a quelle di Taranto. Rispetto alle città più vicine, a Gela i maschi muoiono di più per tutti i tipi di tumore (+ 18,3%), per il cancro infantile (+ 159,2%), per il tumore allo stomaco (+ 47,5%), alla pleura (+ 67,3%), alla vescica (+ 9,6), o per morbo di Hodgkin (+ 72,4), del mieloma multiplo (+ 31,8) e delle malattie del sistema circolatorio (+ 14,2). A Milazzo L’analisi per le specifiche sedi tumorali ha permesso di osservare tra gli uomini eccessi statisticamente significativi sul livello di confronto locale per il tumore maligno del colon e del retto (SMR=152) e del mieloma multiplo (SMR=424).Tra le donne eccessi statisticamente significativi sono stati osservati per il tumore maligno del sistema nervoso centrale sia sul confronto locale (SMR=187) che regionale (SMR=203), mentre sul confronto locale per il tumore maligno della trachea, bronchi e polmoni (SMR=199) e tumore maligno delle ossa e del connettivo (SMR=461).

Siracusa 5 marzo 2014




Cambiamo Aria



Il Piano regionale per la qualità dell'aria presentato dalla regione Sicilia nel 2007  somiglia stranamente a quello del Veneto. 




Semplice coincidenza?
E' da un pò che in Sicilia non si respira più la stessa aria. Da Palermo a Gela, da Catania a Caltanisetta ci sono segnali di cambiamento che vengono dalla società civile, dai commercianti, dagli industriali che si ribellano contro la mafia e il pizzo. Anche la burocrazia regionale se n'è accorta. Per questo nel "Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della qualità dell'aria", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, sono state introdotte importanti novità. 

Ora siamo più europei e lo conferma il rigido clima dell'isola. In più abbiamo un "bacino aerologico padano" e "piste ciclabili lungo gli argini dei fiummi e dei canali" presenti nei centri storici dei comuni siciliani. A leggere il piano in questione si può fare a meno anche dell'autonomia, dato che anche il Parlamento , l'Assemblea Regionale, è diventato un normale Consiglio regionale come quello del Veneto.

Un bel sogno che è stato interrotto da quei materialisti di Legambiente che hanno rilevato come il Piano sia, per usare un eufemismo, troppo simile a quello del Veneto. E dire che porta la firma di ben nove eccellenti autori: dirigenti dell'Assessorato e professori universitari, L'Assessore all'Ambiente Rossana Interlandi, dice che nel caso in cui errori vi siano stati, questi devono essere accertati, e comunque questo non legittima nessuno a parlare di plagio. L'Assessore ha ragione, in primo luogo perchè ispirarsi a un piano esistente conferma la teoria che riciclare conviene

E poi, non è che i piani regionali sono tutelati da diritto d'autore, senno dovrebbero riconoscere anche i diritti Siae ai dirigenti e consulenti che li preparano, Quindi è giusto che nessuno dei responsabili di questo piano cambi aria. In fondo la Regione non è mica il Palermo Calcio, che dopo una partita persa 5 a 0 con la Juve esonera l'allenatore. Bisogna prima accertarsi di non aver perso la partita.
Se intanto il campionato finisce, pazienza. 
Gianpiero Caldarella Sdisonorata Società Navarra editore  Piano Regione Sicilia Qualità e Tutella dell'Aria 

 

IL PIANO COPIATO

 

NUMERO DELLE RIGHE DEL PIANO REGIONALE DI TUTELA E RISANAMENTO DELL’ATMOSFERA DELLA REGIONE VENETO (approvato con delibera 452 del 15 febbraio 2000 ed adottato con deliberazione 57 del CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO dell’11.11.2004, BOCCIATO DALLA COMMISSIONE AMBIENTE D’EUROPA (DUMAS) NELL’APRILE 2006) COPIATE NEL PIANO REGIONALE DI COORDINAMENTO PER LA TUTELA DELLA QUALITA’ DELL’ARIA APPROVATO CON Decreto Assessoriale 176/GAB Regione Sicilia del 9 Agosto 2007

Nel conteggio del numero delle righe SI SONO ESCLUSI : Titoli dei paragrafi e sottoparagrafi, tabelle, grafici e figure per ogni capitolo.
Il conteggio si riferisce solo al raffronto con il Piano della Regione Veneto e non comprende le altre fonti copiate.
Capitolo 1
Totale delle righe del piano Sicilia                                                            564  
Righe del piano Veneto riproposte(INCOLLATE)  nel Piano Sicilia     323
Incidenza percentuale                                                                              57,26%
Capitolo 2
Totale delle righe del piano Sicilia                                                           2002    
Righe del piano Veneto riproposte(INCOLLATE)  nel Piano Sicilia       520
Incidenza percentuale                                                                               25,97%
Capitolo 3
Totale delle righe del piano Sicilia                                                             396
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia     265
Incidenza percentuale                                                                               66,91%
Capitolo 4 [include solo un elenco di norme; non conteggiato]
Totale delle righe del piano Sicilia                                                            222
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia         1 
Capitolo 5
Totale delle righe del piano Sicilia                                                              61
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia      31
Incidenza percentuale                                                                           50,81%
Capitolo 6
Totale delle righe del piano Sicilia                                                        617 
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia    566
Incidenza percentuale                                                                            91.73%
Capitolo 7
Totale delle righe del piano Sicilia                                                             659
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia        73
Incidenza percentuale                                                                               11%
Capitolo 8
Totale delle righe del piano Sicilia                                                              46
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia       23
Incidenza percentuale                                                                                50%
Capitolo 9
Totale delle righe del piano Sicilia                                                              30
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia      30
Incidenza percentuale                                                                               100%
Capitolo 10
Totale delle righe del piano Sicilia                                                                8
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia        8
Incidenza percentuale                                                                              100%
Glossario
Totale delle righe del piano Sicilia                                                              202
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia      136  
Incidenza percentuale                                                                            67,32%
BIBLIOGRAFIA RIGHE DEL PIANO SICILIA                                            76


T O T A L I
Totale delle righe dell’INTERO  Piano Sicilia                                                4.585(*)                    
Righe del piano Veneto riproposte (INCOLLATE)  nel Piano Sicilia  2.167


Incidenza percentuale                                                                     47,26% 
(*) non conteggiate le pagine dell’elenco delle normative e della bibliografia


POSIZIONAMENTO DELLE RIGHE COPIATE DAL PIANO ARIA DEL VENETO INCOLLATE SUL  PIANO SICILIA:

CAPITOLO 1
PAG    9 dalla 16° alla 50° riga  
PAG  10  dalla 1° alla 10° riga; dalla 12° alla 31° riga
PAG  11  dalla 1° alla 24° riga; dalla 26° alla  31°; dalla 34° alla 39°; dalla 42° alla 52°
PAG  12  dalla 1° alla 26° riga; dalla 30° alla  33°; dalla 39° alla 39° dalla 43° riga
PAG  13  dalla 1° alla 6°  riga
PAG  25  dalla 1° alla 42° riga
PAG  26  dalla 1° ; dalla 5° alla 16°; dalla 21° alla 25°
PAG  27  dalla 1° alla 32° riga
PAG  28  dalla 1° alla 46°; dalla 48° alla  50° 
PAG  29  dalla 1° alla 8° riga
CAPITOLO 2
PAG  30 dalla 25° alla 26° riga; dalla 33° alla 53°
PAG  31  dalla 1° alla 14° riga; dalla 16° alla  25°
PAG  33 dalla 13° alla 14°  riga
PAG  49  dalla 9° alla 25° riga; 31° 
PAG  70  dalla 1° alla 29° riga
PAG  72  dalla 18° alla 23° riga
PAG  74  dalla 1° alla 24° riga
PAG  90  dalla 18° alla 28°; dalla 31° alla 32°; dalla 38° alla 40°
PAG  91  dalla 14° alla 24° riga
PAG  99  dalla 7° alla 10° riga; dalla 27° alla  43°
PAG  100 dalla 34° alla 35° riga
PAG  101 dalla 10° alla 15° riga
PAG  111 dalla 1° alla 8° riga; dalla 11° alla 13°
PAG  112 dalla 5° alla 7° riga
PAG  114 dalla 3° alla 7° riga; dalla  11° alla 17°; dalla 20° alla 25°
PAG  116 dalla 1° alla 9° riga; dalla 17° alla  27°; 34° 
PAG  121 dalla 22° alla 24°  riga
PAG  122 dalla 1° alla 15° alla  22° riga
PAG  126 dalla 1° alla 15° riga; dalla 21° alla 26°; dalla 30° alla 39°; dalla 42° alla 44°; dalla 48° alla 49°
PAG  127 dalla 3° alla 17° riga;  dalla 26° dalla 36° alla  40° riga
PAG  128 dala 17° alla 22° riga; dalla 46° alla  57°
PAG  129 dalla 1° alla 50° riga
PAG  130 dalla 1° alla 10° riga; dalla 15° alla 17°; dalla 31° alla 50°
PAG  131 dalla 1° alla 11° riga
PAG  132 dalla 1° alla 18° riga
PAG  133 dalla 1° alla 29° riga
PAG  135 dalla 8° alla  9°  riga
PAG  140 dalla 1° alla 14° riga
PAG  141 dalla 50° alla 51° riga
PAG  142 dalla 2° alla 3° alla 9°    riga
CAPITOLO 3
PAG 169 dalla 1° alla 20° riga; dalla 24° alla 52°
PAG 170 dalla 16° alla 26° riga
PAG 172 dalla 1° alla 5° riga
PAG 173 dalla 12° alla 14° riga
PAG 174 dalla 1° alla 15° riga
PAG 175 dalla 1° alla 4° riga; dalla 11° 14° riga
PAG 177 dalla 8° alla 10° riga; dalla 11° alla 12°
PAG 178 dalla 1° alla 8° riga
PAG 180 dalla 1° alla  6° riga
PAG 181 alla 2° alla 9° riga
PAG 185 dalla 1° alla 4° e la 6° riga
PAG 186 dalla 7° alla 16° riga
PAG 189 dalla 1° alla 2°; dalla 4° alla 5°
PAG 190 dalla 1° alla 44° riga
PAG 191 dalla 1° alla 40° riga
PAG 192 dalla 1° alla 27° riga
PAG 193 dalla 1° alla 10° riga
PAG 195 dalla 3° alla 10° riga; dalla 12° alla 14°
CAPITOLO 4
PAG 196  34° RIGA
CAPITOLO 5
PAG 202 dalla 9° alla 12° riga; 15°
PAG 203 dalla 1° alla 20° riga; dalla 25° alla 29°
CAPITOLO 6
PAG 204 dalla 4° alla 7° riga; dalla 13° alla 16°; dalla 20° alla 22°; dalla 37° alla 44°
PAG 205 dalla 1° alla 46° riga
PAG 206 dalla 1° alla 51° riga
PAG 207 dalla 1° alla 36° riga
PAG 208 dalla 1° alla 42° riga
PAG 209 dalla 1° alla 36° riga
PAG 210 dalla 1° alla 3°; dalla 4° alla 8° 
PAG 211 dalla 1° alla 48° riga
PAG 212 dalla 1° alla 41° riga
PAG 213 dalla 1° alla 46° riga
PAG 214 dalla 1° alla 42° riga
PAG 215 dalla 1° alla 39° riga
PAG 216 dalla 1° alla 53° riga
PAG 217 dalla 1° alla 17° riga; dalla 19° alla 42°
PAG 218 dalla 1° alla 10°; 16°; 17°; dalla 20° alla 26°; dalla 28° alla 36°
CAPITOLO 7
PAG 219 dalla 1° alla 17° riga; dalla 20° alla 25°
PAG 220 dalla 5° alla 15° riga; dalla 21° alla 26°
PAG 232 dalla 19° alla 45° riga
PAG 233 dalla 1° alla 6° riga
CAPITOLO 8
PAG 234 dalla 3° alla 4° riga; dalla 15° alla 16°; dalla 20° alla 21°; dalla 26° alla 40°; dalla 43° alla 44°
CAPITOLO 9
PAG 235 dalla 1° alla 29° riga
CAPITOLO 10
PAG 236 dalla 1° alla 8° riga
GLOSSARIO
PAG 237 dalla 1° alla 59° riga
PAG 238 dalla 1° alla 61° riga
PAG 239 dalla 1° alla 5° riga
  



Numero delle righe COPIATE dalle altre 32 fonti (+PIANO VENETO) e INCOLLATE  nel  PIANO  SICILIA



1.      FONTE DEL COPIATO: Piano regionale di tutela e risanamento dell’atmosfera della Regione Veneto
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                N°      2.167
2.     FONTE DEL COPIATO: http://www.globalgeografia.com.pdf         
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                             7
3.     FONTE DEL COPIATO: Programma Pluriennale regionale attuativo regolamento CEE 2080/92           
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                 N°         75
4.       FONTE DEL COPIATO: Il turismo in Sicilia 200-2001 pag 312           
       N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                N°         21
5.     FONTE DEL COPIATO: http://www.sinanet.apat.it/it/sinanet/progetti/pri_clc2000/ilprogetto-i-clc2000-in_italia/metodologia/iv_livello_clc
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                N°          10
6.     FONTE DEL COPIATO: Agenda21, Relazione sullo stato dell’ambiente, Città di Palermo
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                 N°         61
       
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                 N°         28
8.     FONTE DEL COPIATO www.provincia.torino.it/ambiente/inquinamento/aria/qualita/parametri/b_ azoto          
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                          N°           8                                        
9.     FONTE DEL COPIATO Dipartimento Chimica Università Palermo
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                N°          56
10. FONTE DEL COPIATO AMIA, Il rilevamento dell’inquinamento acustico ed atmosferico nel Comune di Palermo, Agosto 1997-Dicembre 1998
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                N°         65 
11.  FONTE DEL COPIATO AMIA, 3Relazione
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                N°           4
  
12.   FONTE DEL COPIATO AMIA, 4Relazione
       N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia   
       
13.   FONTE DEL COPIATO AMIA, 5Relazione
       N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                             N°         75                                    
14.  FONTE DEL COPIATO . Drago "Carta climatica e Atlante climatologico della Sicilia"
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                            N°        318
15.  FONTE DEL COPIATO E. Golfieri e G. Silvestri “Progetto di residenze con l’utilizzo di sistemi solari passivi e di raffrescamento naturale ad Alfonsine (RA), Tesi di Laurea, Università di Ferrara, 1997-1998        
      N°Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                              N°        8
       
16.   FONTE DEL COPIATO ENEA 1999
       N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                             N°     40
17. FONTE DEL COPIATO A. Drago “I processi di desertificazione e i possibili interventi di mitigazione”
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                             N°      6
       
18.   FONTE DEL COPIATO Istituto Veneto Tesi di Laurea
       N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                            N°     22
       N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                            N°   212
20.  FONTE DEL COPIATO Piano Provinciale Tutela Qualità aria Provincia Trento
       N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                            N°       9
21.  FONTE DEL COPIATO APAT BIOMONITORAGGIO
       N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                            N°   140     
22.  FONTE DEL COPIATO Linee guida per la formazione del “Piano di risanamento ambientale e rilancio economico del Comprensorio del Mela”, 2005
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                            N°      76
23.  FONTE DEL COPIATO ARPA Laboratorio mobile, Comune di Milazzo, 2005-2006
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                            N°    121
24.  FONTE DEL COPIATO ANNUARIO ARPA  2004
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                            N°    186
25.  FONTE DEL COPIATO ANNUARIO ARPA  2005
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                            N°    248
26.  FONTE DEL COPIATO ANNUARIO ARPA  2006
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                            N°    264
27.  FONTE DEL COPIATO D:M. 261/2002
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                            N°      14
28.  FONTE DEL COPIATO 158-168 Genchi Cammarata
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                           N°      34
29. Allegato Tecnico Convenzione Università PA CIRIAS datato 7.2.2008
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                           N°      19
30  Convenzione Università Messina dr. Parmaliana datato 17.3.2005 A.R.T.A. dr. Genchi
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                           N°      44
31 Convenzione  Università A.R.T.A. Dr. Genchi-Cammarata  Università PA Ing Barbaro
      N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                          N°      12
32  Convenzione  Università A.R.T.A. Dr. Genchi   Università PA Ing Barbaro”Oggetto Attività di        ricerca” N° Righe COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                  N°      11
33 FONTE DEL COPIATO Assessorato Turismo, Comunicazioni e Trasporti “Piano Regionale dei Trasporti e della Mobilità”, Piano Direttore, 2002  N° Righe 
COPIATE  E INCOLLATE nel Piano Sicilia                                                                 N°      34



TOTALI RIGHE PRESE-COPIATE DALLE 33 FONTI E INCOLLATE SUL “PIANO REGIONALE DI COORDINAMENTO PER LA TUTELA  QUALITA’ DELL’ARIA AMBIENTE DELLA REGIONE SICILIA”              2291+2.167                                                    N°     4.458        


T O T A L I

Totale delle righe dell’INTERO  Piano Sicilia                                                    4.882                    
Righe COMPLESSIVE DELLE 33 FONTI  riproposte (INCOLLATE) 
nel Piano Sicilia                                                                                 4.458        

Incidenza percentuale                                                                       91,31%


COPIATO NON SOLO DAL PIANO VENETO ma..: FONTI DEL COPIATO E INCOLLATO SUL PIANO SICILIA


CAPITOLO 1 fonti del copiato sul Piano Sicilia
Global Geografia
PAG  15 dalla 1° alla 5° riga  
Programma Pluriennale
PAG  15  dalla 5° alla 9° riga;
Turismo in Sicilia pag 312
PAG  16  dalla 1° alla 13° riga;
Programma Pluriennale  
PAG  17  dalla 4° alla 15° riga; 
SINANET
PAG  18  dalla 1° alla 13°  riga
Relazione sullo stato dell’ambiente Agenda 21 pag 26-27 e 113-117
PAG  20  dalla 1° alla 12° riga
PAG  21  dalla 1° alla 21° riga
PAG  22  dalla 1° alla 25° riga
Programma Pluriennale
PAG  23  dalla 1° alla 23°;  
CAPITOLO 2 fonti del copiato sul Piano Sicilia
Annuario ARPA 2005 PAG 2.2 e 2.6
PAG 30   dalla 8° alla 25° riga; dalla 37° alla 49° riga;  
Annuario ARPA 2004 PAG 2.26 -2.30
PAG  31  dalla 26° alla 34° riga;  dalla 21° alla 25° riga;  
PAG  32  dalla 3° alla 5° riga;     
Prov Torino AZOTO 
PAG  35 dalla 16° alla 24° riga  
Prov Torino ZOLFO
PAG  35 dalla 5° alla 15° riga  
Annuario ARPA 2004 PAG 2.14 -2.25, 2.8-2.13,2.36-2.40
PAG  35 dalla 1° alla 4° riga,  16, dalla 25° alla  37° riga,  
PAG  36 dalla 1° alla 18° riga,  
PAG  38 dalla 1° alla 13° riga,  dalla 15° alla 30° riga,  dalla 32° alla 37° riga,  
PAG  39 dalla 1° alla 38° riga,  
PAG  41 dalla 1° alla 7° riga,  
PAG  42 dalla 1° alla 14° riga, dalla 17° alla 27° riga,  
PAG  46 dalla 11° alla   12° riga,    
PAG  47 dalla  1° alla   17° riga  
Annuario ARPA 2005 PAG 2.7
PAG  49 dalla  30° alla   34° riga  
Annuario ARPA 2006 PAG 2.6 e 2.28
PAG  49 dalla 41° alla   42° riga  
PAG  50 dalla 1° alla      9° riga  
PAG  50 dalla 10° alla  24° riga  
PAG  51 dalla 1° alla     2° riga
PAG  52 dalla 1° alla    49° riga  
PAG  53 dalla 1° alla    15° riga  
Annuario ARPA 2004 PAG 2.42
PAG  70 TABELLA  
Annuario ARPA 2005 PAG 2.18 e 2.19
PAG  71 dalla  24° alla   26° riga  
PAG  72 dalla  1° alla   8° riga  
AMIA Palermo relazione 97/98 pag  44-47
PAG  81 dalla 5° alla     29° riga  
PAG  81 dalla 38° alla   99° riga  
PAG  81 dalla 5° alla     29° riga  
PAG  82 dalla 1° alla      4° riga  
PAG  82 dalla 7° alla      8° riga  
PAG  83 dalla 1° alla      7° riga  
PAG  83 dalla 8° alla      9° riga  
PAG  83 dalla 11° alla   12° riga  
PAG  83 dalla 13° alla 159° riga  
AMIA Palermo III relazione pag 278-284
PAG  84-86 TABELE
Carta Climatica a atlante della Sicilia pag 103-106 109-112
PAG  93 dalla 1° alla 31° riga,   
PAG  93 dalla 32° alla 40° riga
Università Ferrara tesi laurea “l’AMBIENTE NATURALE” capitolo 2°
PAG  96 dalla 10° alla 15° riga
Carta Climatica a atlante della Sicilia pag 103-106 109-112
PAG  99 dalla 7° alla 11° riga,   dalla 1° alla 21° riga  
Programma Pluriennale
PAG  99 dalla 1° alla 6° riga,   dalla 11° alla 26° riga  
Carta Climatica a atlante della Sicilia pag 106 112-113
PAG  101 dalla 7° alla 10° riga
PAG  103 dalla 1° alla 4° riga,   
ENEA 1999
PAG  105 dalla 5° alla 40° riga
Carta Climatica a atlante della Sicilia pag 106 112-113
PAG  106 dalla 1° alla 3° riga,
PAG  106 dalla 4° alla 17° riga,    
I Processi di desertificazione e i possibili rimedi pag 1
PAG  109 dalla 1° alla 5° riga,    
Carta Climatica a atlante della Sicilia pag 106 112-113
PAG  110 dalla 1° alla 7° riga,   
PAG  110 dalla 8° alla 24° riga
Istituto Veneto pag 20-21
PAG  111 dalla 14° alla 25° riga
PAG  112 dalla 1° alla    3° riga
Piano Provinciale Tutela Aria Provincia Trento pag 38
PAG  114 dalla 15° alla    17° riga, dalla 25° alla 27° riga;
Annuario Arpa 2006 pag 2.29 2.31-2.32
PAG  115 dalla 1° alla   29° riga
Annuario Arpa 2006 pag 2.31-2.32
 PAG 118  dalla 1° alla   8° riga
Annuario Arpa 2005 pag 2.23-2.24
PAG  124 dalla 34° alla   46° riga
DIRVIT
PAG 126   dalla 16° alla  20° riga; dalla 23° alla  25° riga; dalla 36° alla  37° riga; dalla 41° alla  44° riga;       dalla 47° alla  51° riga;
PAG 127   dalla 1° alla  2° riga; dalla 18° alla  35° riga; dalla 40° alla  47° riga; dalla 48° alla  52° riga;       
PAG 128  dalla 1° alla 17° riga; dalla 24° alla  31° riga; dalla 32° alla  46° riga;
PAG 129  dalla 1° alla 19° riga;
PAG 130  dalla 11° alla 14° riga;
Annuario Arpa 2006 pag 2.25-2.39
PAG 133   dalla 32° alla  45° riga;
PAG 134   dalla 9° alla   22° riga;
PAG 136   dalla 1° alla 17° riga;  dalla 24° alla 26° riga
PAG 137  dalla 1° alla 19° riga;
PAG 138  dalla 1° alla 22° riga;
PAG 139  dalla 1° alla 18° riga;
AMIA V relazione pag 276-284
 PAG  138 E PAG 139 TABELLE 
APAT Biomonitoraggio 2005
PAG  140 dalla 15° alla    34° riga,
Linee Guida Comprensorio del Mela 2005 pag 69-70
PAG  140 dalla 35° alla    36° riga,
PAG  141 dalla 1° alla    24° riga,
ARPA Laboratorio Mobile Milazzo pag 14, 22-24,32-42
PAG  151 dalla 8° alla    11° riga,
PAG  152 dalla 1° alla    32° riga,
PAG  153 dalla 1° alla    40° riga,
PAG  154 dalla 1° alla    11° riga,
AMIA III IV V Relazione
PAG  157 dalla 17° alla    29° riga,
AMIA III Relazione
PAG  157 TABELLA 
CAPITOLO 3 fonti del copiato sul Piano Sicilia
Annuario ARPA 2005 PAG 2.25 e 2.26
PAG  157 dalla 17° alla    29° riga,
AMIA Acidità Piogge acide pag 32
PAG  157 dalla 14° alla    23° riga,
AMIA V Relazione pag 276
PAG  157 dalla 17° alla    29° riga,
GENCHI-CAMMARATA
PAG  158 dalla 1° alla  46° riga, 
PAG  159 dalla 1° alla  24° riga, 
Annuario ARPA 2005 PAG 2.25 e 2.26
PAG  170 dalla 1° alla    12° riga,
PAG  171 dalla 1° alla    12° riga,
AMIA V Relazione pag 276
PAG  172 TABELLE
Annuario ARPA 2005 PAG 2.33-2.34
PAG  173 dalla 6° alla  10° riga,
PAG  173 dalla 1° alla  3° riga,
PAG  173 dalla 7° alla    18° riga,
AMIA V Relazione pag 283-284
PAG  174 e pag 175 TABELLE 
Annuario ARPA 2004 PAG 2.58 -2.69
PAG  173 e pag 173 TABELLE 
Annuario ARPA 2005 PAG 2.29 e 2.30
PAG  175 dalla 5° alla 10° riga, dalla 15° alla 25° riga;  
Annuario ARPA 2004 PAG 2.64
PAG  176 TABELLE
AMIA V Relazione pag 281
PAG  176 TABELLE
Annuario ARPA 2005 PAG 2.31-2.32
PAG  177 dalla 1° alla  7° riga, dalla 11° alla  16° riga,
PAG  178 TABELLE
Annuario ARPA 2004 PAG 2.67
PAG  178 TABELLE
AMIA V Relazione pag 279-280
PAG  179 TABELLE
AMIA V Relazione pag 279-280
PAG  180 TABELLE
Annuario ARPA 2005 PAG 2.27
PAG 181   dalla 10° alla 16° riga; dalla 18° alla 25° riga;
PAG 182   dalla 1° alla  6° riga; 
Annuario ARPA 2004 PAG 2.64
PAG  182 TABELLE
AMIA V Relazione pag 276-278 e 284
PAG  182 TABELLE
Annuario ARPA 2005 PAG 2.35
PAG 186 dalla 17° alla 33° riga;
Annuario ARPA 2004 PAG 2.72
PAG  187 TABELLE
AMIA V Relazione pag 281-283
PAG  187 TABELLE
Annuario ARPA 2004 PAG 2..44-2.46
PAG 201   dalla 1° alla 17° riga;
PAG 202   dalla 1° alla   8° riga;
CAPITOLO 4 fonti del copiato sul Piano Sicilia
Linee Guida Comprensorio del Mela 2005 pag 196
PAG  196 dalla 1° alla 20° riga  
DM 261/2002
PAG  196 dalla 21° alla 34° riga  
Normativa
PAG  196 dalla 35° alla 47° riga  
PAG  197 dalla 1°   alla 60° riga  
CAPITOLO 5 fonti del copiato sul Piano Sicilia
Annuario ARPA 2004 PAG 2..44-2.46
PAG  201 dalla 1°   alla 17° riga  
PAG  202 dalla 1°   alla 8° riga  
CAPITOLO 7 fonti del copiato sul Piano Sicilia
Allegato Tecnico Convenzione Università PA CIRIAS ARTA datato 7.2.2008
PAG  220 dalla 19°   alla 38° riga  
Convenzione  Università A.R.T.A. Dr. Genchi  Università Messina dr. Parmaliana 17.3.2005 Allegato Tecnico
PAG  226 dalla 38°   alla 44° riga  
PAG  227 dalla 1°     alla 37° riga  
Convenzione  Università A.R.T.A. Dr. Genchi-Cammarata  Università PA Ing Barbaro
PAG  229 dalla 1°     alla 12° riga  
Convenzione  Università A.R.T.A. Dr. Genchi   Università PA Ing Barbaro”Oggetto Attività di ricerca” 
PAG  229 dalla 13°     alla 30° riga  
PAG  230 dalla  1°      alla  4° riga  
Piano Direttore Assessorato Turismo e Trasporti Sicilia pag 4-6
PAG  233 dalla 7°   alla 27° riga  
CAPITOLO BIBBLIOGRAFIA fonti del copiato sul Piano Sicilia
Bibliografia Annuario ARPA pag 2.37-2.39
PAG  240 dalla 1°   alla 59° riga  
PAG  241 dalla 1°   alla 21° riga  
ANZA', ZUCCARELLO,LOMBARDO,CIRINCIONE,BARBARO,PARMALIANA,TOLOMEO,PETIX,GULLO,LO BELLO,COPIA E INCOLLA,PIANO ARIA REGIONE SICILIA,GENCHI,CAMMARATA,PELLERITO,CIAMPOLILLO

CAMBIAMO ARIA IL PIANO ARIA REGIONE SICILIA UNA COPIATURA UNICA In Sicilia aria fuorilegge: esposto in Procura ed alla UE CAMBIAMO ARIA