INTERESSE PRIVATO IN ATTO PUBBLICO? nooooooo!!!!


...... .condivise sul punto le osservazioni dell'opponente sia in ordine alla ILLEGITTIMITA' della PARTECIPAZIONE del
SINDACO alla C.E.C. sia alla mancata astensione da parte
della stessa dal prendere parte alla DISCUSSIONE sino alla VOTAZIONE di delibere riguardanti gli INTERESSI propri nonchè di PARENTI o di affini fino al 4° grado.......



......a cui vanno aggiunti altresì i rilievi della CONSULENZA disposta dal P.M. che ha affermato la ILLEGITTIMITA' della CONCESSIONE edilizia relativa all'abitazione del RISO sita all'interno del piano di lottizzazione "LA PALOMA" .........

......Dispone che il P.M. formuli, entro dieci giorni, l'IMPUTAZIONE dei confronti di RISO NAPOLEONE e PORTOBELLO GASPARE in ordine ai REATI di cui agli art 323 e 328 c.p........


licenza edilizia rilasciata
6 giugno 2006

CONSIGLIO COMUNALE 10 MARZO 2008

....vi faccio pagare i danni morali......vi arriverà la parcella dell'avvocato perchè i soldi dei miei figli non si toccano.... vi dovete dimettere perchè la mozione di sfiducia nei miei confronti è stat respinta dal TAR ed avete procurato un danno al Comune... avete speculato con il PRG e ve la vedete con la Procura .... avete girato con le carte del PRG ed ora i cittadini vengono a ringraziarvi.... Urlando forte e chiaro CONTRO.. : " Se mi denunci ti faccio saltare in aria Ti faccio vedere chi sono io" La coerenza politica non abita nelle loro coscienze, come dimostrano anche diversi atti che hanno approvato a colpi di maggioranza e che il tempo implacabile valuterà........di valutare se fossero esistiti i presupposti per richiedere un risarcimento danni morali per calunnia e diffamazione sia per me che per il Vice Presidente del Consiglio.......

" salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazioni di norme di legge o regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sè o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. La pena è aumentata nei casi in cui il vantaggio o il danno hanno un carattere di rilevante gravità"

venerdì 25 ottobre 2013

ISOLA PULITA ITALCEMENTI Decadenza, per inosservanza prescrizioni, decreto 693 18 luglio 2008

ITALCEMENTI ISOLA DELLE FEMMINE 
Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
DIRIGENTE GENERALE
Dott. Gaetano Gullo
 Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO

Regione Sicilia
1° Servizio VIA-VAS
dr. Giorgio D’Angelo
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO

Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
Dott.sa  Mariella Lo Bello
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO
FAX 091 7077963

IV Commissione Ambiente e Territorio
Assemblea Regionale Siciliana   
Onle Giampiero Trizzino
Piazza Indipendenza 21
90129 PALERMO
 FAX 091 7054564

Raccomandata R.R.

Anticipata via fax

Oggetto: Decadenza, per inosservanza prescrizioni,  decreto 693 18 luglio 2008

Il Sottoscritto Coordinatore del  Comitato Cittadino Isola Pulita con la presente intende ribadire  quanto dichiarato nel corso della riunione del Tavolo tecnico tenutosi presso il 1° Servizio VIA-VAS  di questo Assessorato, avente ad oggetto “Procedura A.I.A. Impianto IPPC ditta Italcementi S.p.a.”:

Considerato che la procedura di autorizzazione integrata ambientale, in particolare per I cementifici, ha diverse funzioni, quelle di maggior interesse sono le seguenti:

a) verifica puntuale delle autorizzazioni ambientali esistenti per ricondurle ad una unica autorizzazione tenendo conto del principio della applicazione della prevenzione e riduzione  dell’inquinamento, al fine di raggiungere l’obiettivo di un elevato  livello di protezione ambientale e della popolazione.

b) Verifica della applicazione delle migliori tecnologie disponibili (sulla base di linee guida redatte per conto della Commissione della Unione Europea ed a  livello nazionale) atte a ridurre gli impatti ambientali e, tenendo conto delle caratteristiche tecnologiche e la durata di vita tecnica dell’impianto, la previsione di prescrizioni atte a ricondurre l’impianto, ove necessario, a raggiungere prestazioni idonee entro tempi certi.

c) La fissazione di limiti emissivi per le diverse matrici ambientali di interesse (emissioni, scarichi, rumore, ecc) che tengano conto delle tecnologie disponibili e applicabili al caso in  esame ma anche delle caratteristiche ambientali della area limitrofa all’impianto. In tal caso possono essere prescritti limiti inferiori a quelli stabiliti dalle norme nazionali applicabili all’impianto e anche limiti inferiori alle prestazioni ottenibili dall’applicazione delle  migliori tecnologie ove le criticità locali siano tali da renderle necessarie.

d) La individuazione di dettaglio di un programma di monitoraggio a cura del gestore e di un  programma di controllo da parte degli enti preposti che riguardi oltre al rispetto dei limiti  emissivi disposti anche le specifiche modalità gestionali prescritte e il rispetto concreto  delle migliori tecnologie disponibili individuate per l’impianto.
Preso atto dell’istanza presentata, dalla  Italcementi datati 3.11.2006,, contenente un progetto di modifica dell’impianto esistente ed ammodernamento tecnologico dell’impianto.
(rintracciabile sul sito a pag 

Preso atto  che in data 31.01.08 nella seduta della Conferenza dei  Servizi la Italcementi faceva richiesta di concessione dell’A.I.A. esclusivamente per l’utilizzo del pet-coke come combustibile nel vecchio impianto, escludendo così  il progetto di modifica dell’impianto che la Italcementi aveva presentato  il 3.11.2006
Preso atto che il 29 agosto 2008 la G.U.R.S. il decreto 693 del 18 luglio 2008 con cui il “Dirigente”  del 2° Servizio VIA-VAS Ing Vincenzo Sansone rilasciava l’autorizzazione Integrata Ambientale  alla Italcementi S.p.a.

Preso atto che il decreto 693 autorizzativo:
articolo 13 recita: “ Questo Assessorato, nella qualità di Autorità competente per l’AIA, provvederà ad effettuare una visita ispettiva presso l’impianto  congiuntamente con gli enti che hanno rilasciato parere in merito ai lavori oggetto, successivamente alla comunicazione di inizio dell’attività di produzione dell’impianto, al fine di verifica  la attuazione delle prescrizioni in fase di realizzazione dei lavori. La società Italcementi S.p.a. è onerata, i quella sede, a voler consegnare ad ogni ente intervenuto copia di progetto aggiornato con le previsioni delle suddette prescrizioni….”

articolo 7 recita: “subordinato al rispetto delle condizioni e di tutte le prescrizioni impartite dalle competenti autorità intervenute  in sede di conferenze dei servizi ed indicate nei pareri sopra riportati, che fanno parte integrante e sostanziale del presente decreto. In particolare, dalla data di notifica del presente provvedimento dovranno essere osservate le prescrizioni relative all’applicazione delle migliori tecniche disponibili, dettate dai rappresentanti degli Enti preposti a rilasciare parere in conferenza di servizi decisoria qui di seguito riportate:……….”
articolo pag 6 5° capoverso recita “ E’ fatto obbligo all’azienda di procedere, entro 24 mesi dal rilascio della presente autorizzazione, alla conversione tecnologica (revamping) dell’impianto con il completo allineamento alle Migliori Tecniche Disponibili (M.T.D.) previste per il settore  cemento, al fine di ottenere un sostanziale miglioramento delle prestazioni ambientali per quanto riguarda l’abbattimento dei principali inquinanti (polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo). Nell’ambito dell’intervento di conversione tecnologica  l’azienda è in ogni caso tenuta a realizzare un sistema di abbattimento delle  polveri che garantisca, per il forno di cottura (attualmente camino E35), un livello emissivo inferiore a 15 mg/Nm3 (media oraria).……….”
Visto  l’atto d’invito e diffida  a provvedere con istanza in autotutela, inviato con Raccomandata  R.R. 14344889362-1  del 21-03-2011 al 2° Servizio VIA-VAS  Assessorato TT.AA. Atto a tutt’oggi rimasto inevaso.
Considerato che alla data della presente sono ampiamente decorsi i termini (24 mesi) di adeguamento alle prescrizioni imposte alla Italcementi S.p.a., con il decreto n.693 del 18 luglio 2008 emesso dall’Assessorato Regionale Territorio Ambiente senza che risulti  realizzato alcun intervento volto ad uniformarsi alle previsioni della predetta Autorizzazione Integrata Ambientale.
Considerato che tale condotta comporta una grave responsabilità per Italcementi S.p.a. che continua ad utilizzare un impianto altamente inquinante e nocivo per la salute dei Cittadini, ma è foriero di responsabilità anche per l’Amministrazione regionale per i suoi agenti che rimanendo inerti sono solidamente responsabili con l’Italcementi S.p.a., per i danni alla salute dei cittadini;
Considerato che non risulta che l’amministrazione abbia effettuato alcun controllo in ordine all’adempimento delle prescrizioni imposte nei termini previsti dall’A.I.A., nonostante che in data 18.1.2011 è stata comunicata all’amministrazione regionale una situazione di emergenza ambientale relativa a notevoli e pericolose esalazioni di fumo provenienti dalla cementerai e che di tale emergenza è stata informata l’autorità giudiziaria;
Considerato che ogni ulteriore inerzia da parte dell’amministrazione regionale appare foriera di gravi responsabilità per la stessa e , specialmente dei suoi agenti per i gravi pericoli che corre la comunità locale in particolare i cittadini che risiedono a ridosso del cementificio;
Considerato che la tutela della salute e dell’ambiente costituiscono interessi pubblici sensibili,con valore primario e prevalente che obbliga l’amministrazione ad una maggiore sensibilità in ordine alle attività di controllo nel caso di pericolo;
Tutto quanto sopra premesso e considerato
 Questo Comitato Cittadino Isola Pulita sollecita gli  Enti in indirizzo, per le competenze che la legge affida loro, a voler provvedere con urgenza a sospendere e/o revocare l’Autorizzazione Integrata Ambientale di cui al decreto n 693 del 18 luglio 2008, per il mancato adeguamento alle prescrizioni imposte nel termine previsto dalla stessa  e/o per gli altroi motivi che l’autorità che legge la presente vorrà verificare a seguito di adeguato ed idoneo controllo sulla documentazione e sull’impianto oggetto dell’A.I.A.
 25.10.2013 PROTOCOLLATO ASSESSORATO 
Comitato Cittadino Isola Pulita
Giuseppe Ciampolillo
Via Sciascia 13
90040 Isola delle Femmine

Ilva, prosegue la farsa dell’AIA – Ecco la diffida

24 OTTOBRE 2013 13:26
ILVA
TARANTO – Domanda: i controlli effettuati congiuntamente dai tecnici ISPRA e ARPA Puglia nei giorni 10 e 11 settembre all’interno dell’Ilva e finalizzati alla verifica dello stato di attuazione degli interventi strutturali e gestionali previsti dal riesame dell’AIA dell’ottobre del 2012, hanno realmente senso? E se sì, quale valenza giuridica hanno le violazioni accertate e le conseguenti future diffide che verranno inoltrate all’Ilva?
Perché se è vero che stando alla legge n.89 del 4 agosto il controllo del rispetto delle prescrizioni AIA è affidato al commissario Ilva Enrico Bondi, è altrettanto vero che quella stessa legge ha previsto la nomina da parte del ministero dell’Ambiente di tre esperti a cui è stato affidato il compito di stilare un piano di lavoro che rimodulasse la tempistica della realizzazione delle prescrizioni stesse (piano presentato lo scorso 11 ottobre con un ritardo di un mese sulla tabella di marcia prevista).
Ciò premesso: perché dunque mandare i tecnici di ISPRA ed ARPA all’interno dell’Ilva per accertare la scontata violazione di prescrizioni che è stato stabilito per legge siano attuate in tempi diversi rispetto a quanto prescritto dal riesame AIA dell’ottobre 2012? Facciamo alcuni esempi. Nella nuova diffida spedita lunedì scorso all’Ilva dal direttore generale per le valutazioni ambientali del ministero dell’Ambiente Mariano Grillo, vi è allegato il rapporto conclusivo stilato dal responsabile delle attività ispettive dell’ISPRA, Alfredo Pini, in cui vengono elencate le prescrizioni non rispettate, tenendo conto anche delle precedenti diffide di giugno e luglio.
SCARICA IL DOCUMENTO: diffida
Viene segnalata, ancora una volta, la mancata adozione di sistemi di scarico automatico o scaricatori continui coperti (“Sistemi di scarico per trasporto via mare”, prescrizione n. 5). Durante la penultima verifica nello scorso giugno, la tecnica di implementazione proposta dall’Ilva era stata giudicata inadeguata perché “non rientra tra quelle espressamente previste dall’autorizzazione”. Nella “Proposta del piano di lavoro” redatta dal comitato dei tre esperti, si legge che nella alternativa di adeguamento dei sistemi oggi installati pressi i 2 sporgenti di scarico tra benne ecologiche chiuse e sistemi di scaricamento automatico, “dal diretto riscontro sembra preferibile, dal punto di vista della emissione di polveri e dell’agibilità del sistema, la soluzione con benne ecologiche chiuse superiormente con chiusura e manovra automatica”.
Gli interventi da eseguire consistono dunque “nella adozione di sistemi di scarico automatici da completare con benne chiuse (ecologiche) da installare negli esistenti scaricatori automatizzati”. L’Ilva ha effettuato l’ordine per uno di tali sistemi, la cui installazione è prevista entro dicembre. Perché è stato inoltrato un solo ordine? Lo si legge nel piano dei tre esperti: “si propone di verificare l’efficacia in termini di performance ambientale e la rispondenza a quanto previsto dalla BAT n. 11, attraverso un confronto con l’ente di controllo”. Dunque, onde “spendere” soldi inutili e sbagliare qualcosina, si ordina un solo dispositivo per vedere se risponde esattamente a quanto prescritto dall’AIA.
Non è un caso allora se nel piano la tempistica di installazione su tutti e 6 gli scaricatori delle benne chiuse (ecologiche) gestite in automatico, nel caso in cui la soluzione venga ritenuta adeguata, è la seguente: scaricatore A aprile 2014; scaricatore B luglio 2014; scaricatore C ottobre 2014; scaricatore D gennaio 2015; scaricatore E aprile 2015; scaricatore F luglio 2015. Ma non finisce qui: perché, si legge sempre nel piano, l’idoneità della previsione impiantistica del sistema di scarico mediante benne ecologiche, deve comunque “trovare supporto nella implementazione delle procedure operative riportate nella BAT n.11 quali abbassamento del punto di scarico, bagnatura del cumulo (non usando acqua di mare), etc”. Secondo il riesame AIA dell’ottobre 2012, la prescrizione andava attuata entro lo scorso gennaio. A fronte di ciò, che senso ha mandare ogni tre mesi i tecnici di ISPRA ed ARPA sugli sporgenti del porto usati dall’Ilva per annotare un qualcosa di scontato?
Altro, “drammatico”, esempio. Viene segnalata per la terza volta di fila, la mancata attuazione della prescrizione n. 6, la chiusura dei nastri trasportatori, che “rimangono non allineati i tempi di ultimazione rispetto al crono programma allegato alla richiesta di modifica non sostanziale”. In pratica l’Ilva, dopo aver chiesto ed ottenuto una corposa proroga sulla tempistica prevista (l’accoglimento dell’istanza di modifica non sostanziale con nota ILVA DIR 257 del 17/12/2012 da parte della Commissione IPPC ha previsto che i 90 km di nastri che andavano coperti entro gennaio scorso fosse posticipata ad ottobre 2015), non sta rispettando lo stesso i tempi previsti. Infatti, nel piano di lavoro dei tre esperti, a tal proposito si legge che “il termine fissato dal Gestore per il completamento dell’intervento era indicato ad ottobre 2015”. Era, appunto.
Allo stato attuale, l’intervento è in corso di esecuzione (avanzamento pari al 20% circa della lunghezza complessiva dei nastri). I tempi per la realizzazione della copertura dei nastri (sulla percentuale della lunghezza totale)? 35% entro marzo 2014; 55% entro dicembre 2014; 75% entro settembre 2015; 100% entro giugno 2016. Se tutto va bene. E pensare che nel “Rapporto Ambiente e Sicurezza” Ilva del 2011, i nastri trasportatori figuravano tra le opere già effettuare dall’azienda il cui costo rientrava nel famoso miliardo investito dal gruppo Riva dal ’95 al 2012 per “l’ambientalizzazione” del siderurgico.
Terzo esempio. Si segnala la mancata trasmissione, nonostante la diffida precedente, del progetto della chiusura edifici dei materiali polverulenti, “mentre Ilva attende che si pronunci il comitato di esperti”, previsto dalla prescrizione n. 4. Il maggio scorso è stata inoltrata l’ennesima istanza, accolta ancora una volta dalla Commissione IPPC, di modifica non sostanziale alla prescrizione. Sono previsti 5 nuovi fabbricati, in diverse aree; sono state effettuate le indagini geotecniche e la progettazione degli interventi di copertura per 2 aree. I lavori dovrebbero partire entro fine anno e terminare entro il 2015 (in origine dovevano essere conclusi già a gennaio).
Allorché, il dubbio sorge legittimo e spontaneo: in che modo è stata riesaminata l’AIA concessa all’Ilva nell’agosto del 2011? Che lavoro è stato effettuato dalla commissione IPPC a cui si affidò l’ex ministro dell’Ambiente Corrado Clini? Nell’Ilva sono mai entrati? Se sì, vuol dire che il tutto è stata soltanto l’ennesima colossale presa in giro per Taranto. Visto che la tempistica per l’attuazione di tantissime prescrizioni era pressoché impossibile nei tempi previsti, anche a fronte dell’azienda più volitiva di questo mondo.
Inoltre, sono state accertate anche violazioni sul piano gestionale. Il “superamento dei 25 grammi per tonnellata di coke nelle emissioni del particolato dalle torri di spegnimento; la procedura RAMS per eliminare lo slopping applicata soltanto al convertitore 3 dell’acciaieria 2 (già a giugno fu segnalato il fatto che il sistema fosse incompleto); assenza di pavimentazione con asfalto o cemento dell’area IRF (recupero ferro) di gestione scorie; mancata adozione di misure per eliminare le emissioni diffuse polverulente durante lo scarico del dumper; mancata adozione di pratiche idonee alla gestione delle acque per il raffreddamento e inumidimento dei cumuli di scorie in area IRF; mancata distinzione delle aree adibite allo stoccaggio dei sottoprodotti da quelle utilizzate per il deposito dei rifiuti; raffreddamento e trattamento delle paiole in aree non destinate a queste operazioni; omesse comunicazioni all’autorità competente della non conformità ai limiti di emissione del particolato”. A fronte di ciò ISPRA ha chiesto (a chi?) l’emissione di nuove diffide. Voi ve li vedete Bondi e Ronchi che si auto diffidano? Siamo davvero alle comiche. A quando quelle finali?
 Gianmario Leone (TarantoOggi, 24.10.2013)
SCARICA IL DOCUMENTO: diffida
N.B. L’ìndividuazione di questo file, nel sito del ministero dell’Ambiente, si è rivelata una vera e propria caccia al tesoro. Ciò che sfugge ai funzionari del ministero è che la ricerca di documenti così importanti dovrebbe essere facile e intuitiva per tutti,  anche per i cittadini comuni, non solo per gli addetti ai lavori e per qualche giornalista che si ostina nella ricerca. E ora c’è solo da sperare che qualcuno recepisca il messaggio. (A. Congedo)
AIA, Anzà, BAT, CROMO ESAVALENTE VI, ILVA, Italcementi decreto 693 luglio 2008, Mercurio benzopirene, Ossidi di Zolfo, PETCOKE, PRESCRIZIONI, Sansone, SORBELLO, Taranto, TOLOMEO, TUMORI, 
  ISOLA PULITA ITALCEMENTI Decadenza, per inosservanza prescrizioni,  decreto 693 18 luglio 2008

venerdì 21 giugno 2013

Isola delle Femmine. Gli ex amministratori sono incandidabili, la decisione è del Tribunale di Palermo

 COMUNICATO STAMPA

In data 17.06.2013 il Tribunale di Palermo – Sez I Civile, in composizione collegiale, con propria sentenza, nel dichiarare l’incandidabilità  dell’ex Sindaco di Isola delle Femmine Gaspare Portobello, dei componenti della sua Giunta e di tutti i consiglieri di maggioranza del gruppo “Progetto Isola” dalla prossima tornata elettorale, ha ribadito l’assoluta estraneità dei membri del Movimento Politico “Rinascita Isolana” rispetto alle dinamiche che hanno condotto – nel novembre scorso – il Ministero dell’Interno ad adottare la drammatica decisione di sciogliere l’organo assembleare del Comune, per infiltrazioni mafiose.

Nel prendere atto, ancora una volta, dello sconfortante intreccio tra politica e malaffare, che – stando alle stesse riflessioni, formulate dall’Autorità Giudiziaria – ha caratterizzato Isola delle Femmine negli anni di Amministrazione Portobello, siamo orgogliosi di informare la comunità isolana che è stata ampiamente confermata la fedeltà dell’opposizione consiliare ai valori delle legalità e della giustizia, e sono stati riconosciuti il coraggio ed il doveroso rispetto per le Istituzioni dei rappresentanti di “Rinascit Isolana”.

Ci auguriamo che quest’ennesimo provvedimento – che conferma le preoccupazioni da sempre manifestate dal nostro gruppo, e si inserisce quale ulteriore doloroso passaggio giudiziale,  nel lungo precorso di disvelamento dei lati oscuri della storia locale – costituisca un nuovo punto di partenza per il Paese, affinché tutte le realtà sane che lo compongono possano stringersi attorno ai valori della partecipazione, della trasparenza e della solidarietà e proporre soluzioni moderne e libere, per restituire dignità e prestigio ad Isola delle Femmine.

Movimento Politico “Rinascita Isolana” Isola delle Femmine

Giovedì 20 giugno 2013 

Professore Gaspare Portobello LEI è stato nominato LEI non è candidabile

Dottor Marcello Cutino LEI è stato nominato LEI non è candidabile

Dottor Riso Napoleone LEI è stato nominato LEI non è candidabile

Signor Palazzotto Salvatore LEI è stato nominato LEI non è candidabile

Rag Giucastro Alessandro LEI è stato nominato LEI non è candidabile

Signori della lista “Progetto Isola” siete stati TUTTI nominati VOI TUTTI non siete candidabili


Isola delle Femmine. Gli ex amministratori sono incandidabili, la decisione è del Tribunale di Palermo

La sentenza è il frutto di un procedimento scaturito in seguito allo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose deciso dal ministero dell'Interno.

La prima sezione civile del Tribunale di Palermo in seduta collegiale ha deciso l'incandidabilità degli ex amministratori di Isola delle Femmine, comune sciolto per mafia lo scorso anno. Analoga decisione è stata presa per i componenti del gruppo di maggioranza del consiglio comunale. Sono candidabili, invece, i rappresentanti consiliari della minoranza. La sentenza è di ieri pomeriggio. La sentenza è il frutto di un procedimento scaturito in seguito allo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose deciso dal ministero dell'Interno.













AIELLO MARIA,AIELLO PAOLO,BATTAGLIA ROSALIA,CARDINALE,CUTINO MARCELLO,GIUCASTRO,GUTTADAURO,LUCIDO SALVATORE,BOLOGNA, PAL_azzotto,PELOSO,CALTANISETTA,PORTOBELLO,Riso Napoleone,Riso Rosaria

Isola delle Femmine. Gli ex amministratori sono incandidabili, la decisione è del Tribunale di Palermo

venerdì 7 giugno 2013

Isola delle Femmine. Omicidio Enea, intimidazione al blogger di IsolaPulita e alla famiglia dell'imprenditore ucciso In una lettera anonima presi di mira anche i magistrati Del Bene e Ingroia







Dedicato a tutti quelli che per convenienza, per vigliaccheria, per  interessi .…, dicono che a Isola delle Femmine la mafia non esiste,
OH YES!!!!!!
Dedicato a tutti quelli che pensano che la mafia a Isola delle Femmine non esiste perché non  “sparano un bel colpo in testa”  a   chiunque trovi la forza il coraggio (il dovere civico) di parlare di denunciare,
OH YES!!!!!!

Dedicato a tutti quelli che pensano che far prevalere la legalità combattere l’ingiustizia far vincere il diritto fare emergere la VERITA’ sia roba da sbirri da “infami” e da “celebro leso
OH YES!!!!!!

8 GIUGNO 1982 ASSASSINIO A ISOLA DELLE FEMMINE DI VINCENZO ENEA

21 MAGGIO 2013 REQUISITORIA DEL P.M. FRANCESCO DEL BENE CON LA RICHIESTA DI 30 ANNI DI CARCERE AL BOSS MAFIOSO FRANCESCO BRUNO

22 MAGGIO 2013 IL GIUDICE MOROSINI LEGGE LA SENTENZA DI CONDANNA A 30 ANNI PER IL BOSS BRUNO FRANCESCO PER AVER ASSASSINATO IL COSTRUTTORE VINCENZO ENEA

23 MAGGIO 2013 21° ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI ISOLA DELLE FEMMINE IN CUI MORIRONO IL GIUDICE GIOVANNI FALCONE LA MOGLIE MORVILLO E GLI UOMINI DELLA SCORTA

8 GIUGNO  2013 31° ANNIVERSARIO DELL’UCCISIONE PER MANO DELLA MAFIA DEL COSTRUTTORE DI ISOLA DELLE FEMMINE VINCENZO ENEA (nella messa di suffragio odierna, l'officiante  non ha ritenuto necessario esprimere,  alla famiglia e ai tantissimi onesti Cittadini di Isola delle Femmine,  parole di solidarietà  e/o  di partecipazione e/o di condanna per il barbaro assassinio) 

Isola delle Femmine. Omicidio Enea, intimidazione al blogger di IsolaPulita e alla famiglia dell'imprenditore ucciso In una lettera anonima presi di mira anche i magistrati Del Bene e Ingroia

“Per l’omicidio di Vincenzo Enea i giudici hanno condannato un innocente”. E’ in sintesi il contenuto di una lunga e articolata lettera anonima recapitata qualche giorno fa al blogger di Isola delle Femmine, Pino Ciampolillo, promotore di numerose denunce contro l’illegalità e battaglie ambientaliste. La missiva, spedita da Palermo, adesso è al vaglio dei carabinieri e del magistrato Francesco Del Bene, che ha chiesto e ottenuto qualche settimana fa dalla corte d’Assise di Palermo la condanna a 30 anni di reclusione per Francesco Bruno, già all’ergastolo per un altro fatto di sangue, accusato di avere fatto parte del commando che uccise l’imprenditore di Isola delle Femmine, Vincenzo Enea. L’anonimo racconta in modo dettagliato i momenti dell’agguato, avvenuto l’8 giugno del 1982 e punta il dito contro i giudici, definendoli incapaci perché hanno punito anche in questo caso la persona sbagliata. Contrariamente a quanto avviene tutt’intorno, secondo l’estensore della lettera, a Isola delle Femmine non c’è mai stata mafia. Circostanza, questa, che ha tenuto in vita un personaggio “indiscreto” come Pino Ciampolillo. Non mancano, poi, offese ed epiteti pesanti all’indirizzo dell’imprenditore ucciso e dei suoi sei figli. Rivolgendosi a Ciampolillo lo invita, se ha coraggio, a pubblicare la lettera integralmente nel suo blog “Isolapulita”. Una seconda missiva, scritta a mano, sarebbe stata recapitata nella stessa giornata alla locale stazione dei carabinieri. Anche in questo caso il contenuto è al vaglio degli inquirenti. E comunque, sarebbe simile all’altra nota, stampata invece al computer. L’omicidio di Vincenzo Enea era rimasto irrisolto per oltre 30 anni. Le rivelazioni di alcuni pentiti di mafia e le deposizioni dei figli dell’imprenditore, alcuni mesi addietro, hanno indirizzato i magistrati Del Bene e Ingroia verso Francesco Bruno, che sta scontando l’ergastolo per l’omicidio del carinese Stefano Gallina.
7/6/2013 | 12:39
CITTADINANZA ATTIVA CONTRO LA MAFIA A ISOLA DELLE FEMMINE
COMITATO DELLA  LEGALITA’ A ISOLA DELLE FEMMINE
COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA 
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  • ISOLA DELLE FEMMINE. Omicidio Enea, condanna a 30 anni per Francesco Bruno

mercoledì 22 maggio 2013

Isola delle Femmine, omicidio Enea. Il Pm chiede 30 anni per Francesco Bruno

Isola delle Femmine, omicidio Enea. Il Pm chiede 30 anni per Francesco Bruno

I familiari chiedono per il padre il riconoscimento di vittima della mafia

Il pubblico ministero ha chiesto la condanna a 30 anni di reclusione per Francesco Bruno, ritenuto uno degli esecutori materiali dell'omicidio dell'imprenditore di Isola delle Femmine, Francesco Enea, avvenuto l'8 giugno del 1982. Nella requisitoria di oggi, davanti al giudice della corte d'Assise di Palermo, Piergiorgio Morosini, la pubblica accusa ha ricostruito il contesto storico in cui è avvenuto l'agguato, preceduto dall'assassinio di Emanuele D'Agostino, della famiglia di Cinisi. I legali dell'imputato nella precedente udienza avevano chiesto il rito abbreviato per Bruno, che sta scontando un ergastolo. I fatti risalgono a più di 30 anni fa, Enea venne freddato davanti all’ingresso del Village Bungalow di Via Palermo a Isola delle Femmine. Trenta anni dopo la Procura di Palermo ha incrociato le dichiarazioni dei figli con i verbali di alcuni collaboratori di giustizia, individuando uno dei possibili esecutore del delitto. E’ emerso che Vincenzo Enea sarebbe stato ucciso per la sua opposizione ai progetti di espansione di Francesco Bruno che voleva imporgli di stare insieme in una società di fatto o comunque acquisire al suo cantiere confinante le villette che stava costruendo in Corso Italia, ai confini della Costa Corsara di Isola delle Femmine. Un delitto rimasto avvolto nel mistero fino a quando alcuni mesi fa l’ex procuratore aggiunto Antonino Ingoia e il sostituto Francesco Del Bene sono andati negli Stati Uniti dove vivono due dei figli Pietro e Maria Teresa Enea si sono stabiliti dopo la morte del padre per paura di essere eliminati. Francesco Bruno è da tempo all’ergastolo nel carcere di massima sicurezza di Padova, per l’omicidio di Stefano Gallina boss di Carini ucciso il 1 ottobre 1981. I legali di parte civile della famiglia Enea hanno chiesto il risarcimento di un milione di euro a testa mentre per Pietro Enea è stato chiesto un risarcimento di 5 milioni di euro oltre al riconoscimento per il padre di vittima della mafia.
Palermo 23 Aprile 2013 Corte d’Assise. Hanno chiesto il rito abbreviato i difensori del boss Francesco Bruno   nel processo dell’omicidio dell’imprenditore edile di Isola delle Femmine Vincenzo Enea  nel processo che si sta svolgendo in Corte d’Assise di Palermo.
Il Giudice Pier Giorgio Morosini ha fissato la prossima udienza al 21 maggio.
I fatti risalgono all’8 giugno del 1982 , Enea venne freddato davanti all’ingresso del Village Bungalow di Via Palermo a Isola.
Trenta anni dopo la Procura di Palermo ha incrociato le dichiarazioni dei figli con i verbali di alcuni collaboratori di giustizia, individuando  uno dei possibili esecutore del delitto.
E’ emerso che Vincenzo Enea sarebbe stato ucciso per la sua opposizione ai progetti di espansione di Francesco Bruno che voleva imporgli di stare insieme in una società di fatto o comunque acquisire al suo cantiere confinante   le villette che stava costruendo in Corso Italia, ai confini della Costa Corsara di Isola delle Femmine.
Un delitto rimasto avvolto nel mistero fino a quando alcuni mesi fa l’ex procuratore aggiunto Antonino Ingroia e il sostituto Francesco Del bene sono andati negli Stati Uniti dove vivono due dei figli Pietro e Maria Teresa Enea si sono stabiliti dopo la morte del padre per paura di essere eliminati.
Bruno Francesco già all’ergastolo, nel carcere di massima sicurezza di Padova,  da tempo per l’omicidio di Stefano Gallina boss di Carini ucciso il 1 ottobre 1981. Bruno per uccidere Vincenzo Enea non avrebbe agito da solo ma finora non erano stati individuati né i killer né i mandanti   
Il CANTIERE DELLA “DISCORDIA” A RIDOSSO DELLA COSTA CORSARA COMPRESO NEL QUADRILATERO DI CORSO ITALIA VIA DELLE PALME CON LA via DEI PINI 
CORSO ITALIA   COSTA CORSARA COSTRUITA DALLA B.B.P. s.n.c. CHE "PRESUMIBILMENTE" INVADE L'AREA DEI CARDINALE EREDI  INSERITA NEL PROGETTO DI ENEA VINCENZO 
ENEA VINCENZO  IMPRENDITORE EDILE CHE ACQUISTA TERRENI IN PERMUTA E COSTRUISCE 
A ISOLA DELLE FEMMINE OPERANO I PIÙ  IMPORTANTI IMPRENDITORI MAFIOSI 
DOPO L'OMICIDIO DI ENEA CESSA OGNI TIPO DI "PRESSIONE E/O VESSAZIONE" NEI CONFRONTI DEGLI EREDI CARDINALE
20.05.2011 UN TESTE SENTITO IN PROCURA:  "non sono a conoscenza che la B.B.P. abbia invaso l'area degli EREDI CARDINALE"

Enea Vincenzo si rompe il muro del silenzio sull'omicidio

Ergastolano Siciliano l'ergastolano Bruno Francesco

Finalmente, dopo circa trenta anni e  grazie al coraggio dei propri figli si rompe il silenzio sull'omicidio di Vincenzo Enea avvenuto nell'anno 1982. Si riaprono le indagini su un omicidio che ha visto coinvolti gli stessi personaggi protagonisti del  processo "tempesta". La speranza da parte dei figli che l'apertura delle indagini possa portare all'individuazione degli esecutori e dei mandanti del delito di chiara matrice mafiosa.
CAPACI ISOLA BRUNO FRANCESCO VASSALLO SALVATORE
BILLECI SALVATORE BADALAMENTI COPACABANA RICCOBONO
GIOVANNI…….
OPERAZI0NE SAN LORENZO
IL PASSAGGIO DEL TESTIMONE

La strage degli innocenti

LEGGIO SPACCO' IN DUE COSA NOSTRA IL PENTITO NAIMO AL PROCESSO

26 Gennaio 1982 Isola delle Femmine (PA), ucciso Nicolò Piombino

L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA UN INTERVENTO SULLA BRUTALE AGGRESSIONE AL PROFESSORE

Intercettato al telefono con l ’ing. Galluzzo della S.I.S.  il Sindaco di Isola delle Femmine Professore Gaspare Portobello chiedeva posti di lavoro per i suoi concittadini di Isola delle Femmine
http://pinociampolillo.wordpress.com/2012/04/22/intercettato-al-telefono-con-ling-galluzzo-della-s-i-s-il-sindaco-di-isola-delle-femmine-professore-gaspare-portobello-chiedeva-posti-di-lavoro-per-i-suoi-concittadini-di-isola-delle-femmine/
MICALIZZI MICHELE: genero di Riccobono.
MUTOLO GASPARE: elemento di spicco della famiglia di Rosario Riccobono.
RICCOBONO ROSARIO: rappresentante di Partanna Mondello nel 1975 e dal 1978. Suo fratello Giuseppe, a sua volta rappresentante di Partanna-Mondello, venne ucciso il 27.7.1961. Condannato all'ergastolo. Scomparso, forse vittima di lupara bianca nel 1982. era socio della cooperativa edilizia Liberta'. Reggeva i contatti con alcuni membri della famiglia Santapaola a Catania.
BADALAMENTI GAETANO (zu' Tanu)(**): capo famiglia di Cinisi dal 1962 quando succede, pacificamente, a Cesare Manzella rappresentante in seno alla commissione. Rappresentante della famiglia di Cinisi nel 1975, viene espulso da Cosa Nostra nel 1978 per motivi oscuri. E' attivo nel traffico degli stupefacenti anche dopo questa data, il 22.5.84, infatti, viene colpito da mandato di cattura. Viene arrestato a Madrid l'8.4.1984.
BADALAMENTI SILVIO: nipote di Gaetano, assassinato il 2.6.1983.
BADALAMENTI VITO(**): di Gaetano. Arrestato con il padre a Madrid l'8.4.84. Imputato per traffico di stupefacenti, mandato di cattura 22.5.84.
ALFANO PIETRO(**): Cugino di Gaetano Badalamenti. Arrestato con Gaetano Badalamenti a Madrid l'8.4.84. Imputato per traffico di stupefacenti, mandato di cattura 22.5.84.
D'AGOSTINO EMANUELE: elemento di spicco della famiglia di S.Maria del Gesu'. Fedelissimo di Bontate, scompare dopo la morte di quest'ultimo. Coinvolto nel traffico di stupefacenti.
D'AGOSTINO ROSARIO: catturato mentre si nascondeva con Giuseppe Grado nella villa di questi a Besano. Era il guardaspalle di quest'ultimo. Traffico di stupefacenti.
D'AGOSTINO ROSARIO: di Ignazio e di Bonanno Caterina, Palermo ?/6/1946. Detenuto (~).
GALLINA STEFANO: membro della famiglia di Cinisi, ucciso il 1.10.1981.

Il Giudizio abbreviato. La disciplina ed i vantaggi.

Il Giudizio abbreviato
E’ un rito alternativo di celebrazione del processo rispetto al rito ordinario (ovvero al dibattimento ove la prova è assunta avanti al Giudice in contraddittorio tra le parti ed il Giudice nulla – o quasi nulla – conosce degli atti di indagine contenuti nel fascicolo del Pubblico Ministero).
E’ un giudizio che si celebra allo stato degli atti ovvero sulla base di quelli che sono i risultati delle indagini preliminari della polizia e che sono confluiti nel fascicolo del Pubblico Ministero.
Non verranno – di norma – sentiti testimoni né dell’accusa né della difesa.
Se la difesa intende argomentare con documenti o per iscritto dovrà farlo con un apposito deposito nel fascicolo del PM PRIMA della richiesta di abbreviato.
Il Giudizio abbreviato si celebra avanti al GIP (ovvero un giudice unico qualunque sia il reato per il quale si procede) in camera di consiglio ovvero senza la presenza del pubblico (PM, difesa e Giudice non indossano la toga; solitamente si celebra nella stanza del Giudice).
La richiesta di Giudizio abbreviato è un diritto dell’imputato ed è prevista per qualsiasi tipo di reato.
Il processo in abbreviato si celebra in Camera di Consiglio avanti al GIP una volta che l’imputato ne ha fatto richiesta o l’ha avanzata il difensore munito di procura speciale.
L’abbreviato – dopo il controllo delle formalità relative alla citazione dell’imputato e del suo difensore – si apre con la requisitoria del PM alla quale segue l’arringa del difensore.
Può partecipare anche la persona offesa che può costituirsi parte civile con il suo avvocato (V. per la costituzione di parte civile in questa stessa categoria del sito).
Il Giudice – letti i documenti del fascicolo del PM ed eventualmente quelli depositati dalla difesa PRIMA della richiesta di abbreviato nonché ascoltati sia il PM che la difesa – deciderà se condannare o assolvere l’imputato.
L’assoluzione è sempre ovviamente astrattamente possibile.
In caso di condanna il rito prevede una premialità per l’imputato: ovvero la riduzione di un terzo della pena eventualmente inflitta.
La riduzione è “secca” ovvero non può essere né maggiore né minore di un terzo della pena che irrogherebbe il giudice senza riduzione ed è stata pensata dal Legislatore per indurre gli imputati ad evitare processi lunghi e costosi.
Il Giudizio abbreviato deve essere richiesto o durante l’Udienza preliminare, oppure – se questa manca data la natura del reato – nella fase preliminare della prima udienza dibattimentale e, comunque, in sostanza, prima che inizi la celebrazione del processo con il rito ordinario.
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Il Giudizio abbreviato condizionato.
Come detto, il Giudizio abbreviato si svolge allo stato degli atti ovvero tutti quegli atti e documenti contenuti nel fascicolo del PM al momento della richiesta di abbreviato (che, lo ricordiamo, può essere chiesto solo e solamente dall’imputato ed il PM non vi si può in alcun modo opporre ed il Giudice per accogliere la richiesta deve solo considerare la correttezza formale della domanda).
Ma non è sempre così.
La procedura penale prevede il Giudizio abbreviato condizionato ovvero un giudizio allo stato degli atti ma con la possibilità di assumere ex novo la prova (o le prove) indicate dall’imputato che, difatti, “condiziona” la sua richiesta di abbreviato all’acquisizione delle prove che lui stesso indicherà.
Il PM come non può chiedere che si proceda con il  Giudizio abbreviato, così non può avanzare nessuna richiesta di condizione (semmai si può opporre a quelle richieste dalla difesa).
La richiesta delle nuove assunzioni probatorie avanzata dalla difesa deve necessariamente essere compatibile con la natura del Giudizio abbreviato: si dovrà trattare di prove necessarie e che non stravolgano quella celerità e speditezza e quello “stato degli atti” tipici del Giudizio abbreviato.
Il PM potrà addurre prove contrarie.
In ogni caso, qualora il compendio accusatorio (ovvero, in generale, tutti gli contenuti nel fascicolo del PM) non sia sufficiente per il GIP per addivenire ad una decisone (sia di condanna che di colpevolezza), il Giudice – di ufficio – potrà provvedere ad assumere nuove prove (sia in caso di Giudizio abbreviato “normale” che condizionato).
La Sentenza del Giudizio abbreviato può essere impugnata in Appello come una Sentenza emessa a seguito di celebrazione con il rito ordinario.
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Il Giudizio abbreviato può essere opportuno in diverse occasioni:
§                         Nel caso di colpevolezza certa e provata già nella fase delle indagini preliminari. Lo sconto di un terzo è sicuramente il migliore risultato che si può ottenere in una sempre auspicabile e pragmatica ottica difensiva;
§                         Nel caso in cui gli indizi raccolti durante le fase delle indagini non siano tali da potersi dire superato il ragionevole dubbio circa la colpevolezza dell’incolpato (un approfondimento dibattimentale in contraddittorio tra le parti potrebbe colmare le lacune cristallizzate nelle indagini);
§                         Il coacervo accusatorio – che l’imputato conoscerà fin dal  momento dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari ex art. 415 bis c.p.p. (V. nella categoria “cose da sapere” del sito) ovvero ben prima del momento per la richiesta di Giudizio abbreviato – cristallizzato negli atti delle indagini preliminari potrebbe indicare all’imputato ed al suo difensore importati temi di prova da indagare in sede di indagini investigative difensive (testimoni, documenti ed ogni altra circostanza di fatto e di diritto di segno opposto rispetto a quella posta dagli investigatori alla base della pretesa punitiva). Il quadro probatorio del PM, dunque, a seguito delle indagini o dalle considerazioni svolte dalla difesa, potrà essere completato (e, direi, contraddetto e minato) con tutti gli elementi raccolti dalla difesa e depositati nel fascicolo del PM cosicché (al momento della celebrazione dell’abbreviato) il Giudice troverà già nel fascicolo che studierà per la decisione tutti i “buchi” della tesi accusatoria e l’illustrazione delle piste e deduzioni alternative a sostegno dell’innocenza dell’imputato.

Pagine correlate:

§                         Il Giudizio abbreviato. I vantaggi.
§                         L’udienza preliminare. Gli scopi e la disciplina.
§                         Il Giudizio Immediato. Peculiarit , particolarit e…
§                         Il giudizio “per direttissima”
§                         Il C.d. “patteggiamento”.
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B.B.P.,BADALAMENTI,BRUNO FRANCESCO,CATALDO, COPACABANA,D' AGOSTINO,ENEA VINCENZO,IMPASTATO,EREDI CARDINALE,LO PICCOLO,LUCIDO, MICALIZZI;MUTOLO, ONORATO FRANCESCO,ROSARIO NAIMO,ROSARIO RICCOBONO,GALLINA